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Smaltimento illegale di rifiuti, sequestrati beni per 2 milioni di euro a società di Mola: “Falsificati i codici CER”

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Una società di Mola di Bari avrebbe smaltito illecitamente migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi, falsificando i codici identificativi (CER). Nell’indagine, che ha portato al sequestro preventivo di beni del valore di quasi 2 milioni di euro, sono indagate cinque persone fisiche e la stessa società operante nel settore delle costruzioni stradali, idriche e fognarie. L’operazione è stata denominata ‘dirty mirror’, dal nome dei codici cosiddetti ‘voce a specchio’ con i quali venivano identificati i rifiuti, trattati come non pericolosi e quindi non sottoposti alle necessarie analisi chimiche.

Dal 2014 al 2017, quindi, sono state accertate 700 illecite operazioni di trasporto e smaltimento di oltre 18mila tonnellate di rifiuti speciali, peraltro trasportati e conferiti senza aver conseguito la prescritta iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

L’indagine è partita due anni fa dal controllo di un camion che trasportava rifiuti. Di lì gli investigatori sono risaliti all’attività della società di Mola, di cui sono stati esaminati oltre 1.200 Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) per un volume di quasi 34mila tonnellate di rifiuti gestiti e smaltiti. Tra i beni sottoposti a sequestro ci sono 5 autovetture di lusso, 20 mezzi pesanti e macchinari da cantiere e disponibilità finanziarie.

Il prossimo livello dell’indagine sarà accertare i luoghi dove i rifiuti, composti da batterie, materiale di demolizione e pavimentazioni stradali, sono stati illecitamente smaltiti.

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