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Impianto di trasformazione rifiuti sequestrato a Gioia del Colle, il gip: “Grossi rischi per la salute”

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Parla di “quadro di cogente pericolosità per la salute pubblica e la collettività che rende indifferibile l’adozione di una cautela reale che impedisca la prosecuzione dell’attività dell’impianto e il versamento in atmosfera di emissioni gassose” il gip del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana, che ha disposto il sequestro preventivo dell’impianto Isotherm di Gioia del Colle, gestito dalla società Itea Spa e situato all’interno dell’insediamento AC Boylers Spa (ex Ansaldo Caldaie Spa).

Stando alle indagini di Noe e Capitaneria di Porto, l’impianto trattava rifiuti di vario genere, alcuni pericolosi come solventi, fanghi da acque industriali, fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue, rifiuti solidi provenienti dalle operazioni di bonifica contenenti sostanze pericolose, rifiuti urbani e combustibili, fanghi acidi e oleosi, catrami acidi, carbone attivato dalla produzione di cloro e solventi organici alogenati.

L’impianto fu inizialmente autorizzato, nel 2005, al trattamento in via sperimentale di rifiuti speciali anche pericolosi, ma in realtà, stando agli accertamenti tecnici disposti dalla magistratura barese, seguiva procedure di tipo tradizionali che avrebbero richiesto autorizzazioni differenti.

Nel provvedimento di sequestro si evidenzia che “gli atti amministrativi di volta in volta rilasciati dalle autorità competenti risultano non conformi alla normativa di settore”. Le attività di smaltimento dei reflui compiute all’interno dell’impianto sarebbero state cioè illegittimamente acconsentite tramite “una fitta, ingarbugliata e complessa serie di provvedimenti amministrativi” nell’arco di più di un decennio, fino al 2017, rilasciati da Provincia, poi Città Metropolitana di Bari, e Regione Puglia.

“La stratificazione e volgarizzazione del sapere scientifico originario e il mancato apporto di metodologie innovative nella struttura dell’impianto o nel ciclo produttivo – spiega il gip – sollevano perplessità sul meccanismo delle proroghe o della rinnovazione dell’autorizzazione alla gestione dei rifiuti in via sperimentale”.

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