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Bari, allarme cani randagi. Aggressione in via Livatino: “Mi hanno sbranato due gatti in tre giorni”

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Cani randagi che aggrediscono a morte i gatti, attaccano altri cani a passeggio con i loro padroni e destano grande preoccupazione in buona parte dei cittadini di Bari. Due settimane fa, avevamo raccolto alcune segnalazioni dai quartieri Japigia e Poggiofranco. Nelle ultime ore, però, ulteriori indicazioni arrivano anche da altre zone della città.

“Una delle volontarie appartenenti a questo gruppo – si legge nella community Facebook ‘Stragi di gatti a Bari – Movimento per la Difesa delle Colonie Feline’- mentre dava da mangiare ai gatti della sua colonia, è stata aggredita dai cani in via Livatino, nei pressi di via Giulio Petroni. Uno dei suoi gatti è stato sbranato. La donna, adesso, è al Pronto Soccorso”.

Il gatto, come testimonia una foto ‘per stomaci forti’ pubblicata sul social network, è stato ammazzato. La donna, una volta curate le proprie ferite, racconta tutta la sua rabbia. “Mi hanno sbranato due gatti in tre giorni – scrive tra i commenti-. Adesso chi parla di cani innocui venga qui e mi aiuti a seppellire la mia gatta: era incinta, l’ultima ancora da sterilizzare di tutta la colonia, avrebbe dovuto partorire a giorni. Adesso venitela a prendere voi…”.

Dalla pagina Facebook, poi, attaccano le associazioni di categoria del territorio, a loro dire, silenti e immobili rispetto a quanto sta accadendo in città. “E intanto i piccoli volontari – scrive la donna aggredita in via Livatino -, quelli che senza soldi e senza aiuti lottano ogni giorno scontrandosi con la dura realtà fatta di muri immensi, piangono e seppelliscono i poveri corpicini che ritrovano. Continuando a pensare a quelli mai tornati e mai trovati: piccoli ‘desaparecidos’ che hanno lasciato le impronte delle loro zampe nei cuori di chi li ha incrociati sulla propria strada”.

Sempre dal movimento nato sui social a difesa dei gatti, il 20 febbraio scorso, è partita una lettera indirizzata ai vertici del Politecnico di Bari. Una lettera che denuncia la presenza di un branco di quattro cani randagi, avvistati all’interno e all’esterno del Campus, e mira a chiedere un intervento risolutivo che possa far rientrare l’allarme. Anche in questo caso, particolarmente significativo è uno dei commenti al post che informa i follower della pagina dell’esistenza della missiva. “Lavoro nel Campus, presso la facoltà di Agraria – scrive una ragazza -, qualche mattina fa sono rimasta diverso tempo chiusa in auto perché ‘bloccata’ dalla presenza di un grosso cane bianco con la testa nera. Ho avuto molta paura”. Il problema, come detto qualche settimana fa, sembra essere davvero di ampia portata.

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