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Bari, disabile aggredito: partono le contestazioni all'educatore

Bari, disabile aggredito: partono le contestazioni all'educatore

Il giovane affetto da sindrome di Down era stato maltrattato da un operatore il 29 dicembre scorso


"Ieri mattina sono partite le contestazioni di addebito nei confronti del dipendente coinvolto nella vicenda e una richiesta di chiarimento a tutte le persone presenti perché, se dovesse emergere, come appare dalle videoriprese, una condotta errata da parte dell'educatore, ovviamente si adotterà il massimo del provvedimento disciplinare. Poi l'indagine della Procura, sotto il profilo penale, farà il suo corso". Lo spiega il legale del centro socio-educativo di Bari, Antonio La Scala, intervenendo sulla vicenda del giovane affetto da sindrome di Down che sarebbe stato maltrattato da un operatore il 29 dicembre scorso. Secondo quanto ha riferito il legale, il giovane, seduto vicino ad una scrivania, stava infastidendo una ragazza disabile. Per farlo alzare e per allontanarlo sembra che un educatore gli abbia sfilato la sedia su cui era seduto facendogli sbattere uno zigomo sul tavolo. Pare anche che il disabile abbia continuato a dare fastidio alla ragazzina e che l'educatore lo abbia afferrato dalle spalle e, per bloccarlo a terra, si sia messo addosso a cavalcioni. Scene che sarebbero state riprese dalle telecamere di sorveglianza che oggi la polizia ha sequestrato. "Con la Questura - spiega la responsabile del centro, Lucia Suglia - stiamo cercando di capire cosa sia successo. C'è questa indagine in corso ed è una cosa che ci lascia allibiti perché, francamente, non è mai successo nulla in tanti anni. Questo è stato il primo episodio, tutto da chiarire". La struttura è frequentata da 28 giovani, con varie disabilità. "Al centro - conclude la responsabile - abbiamo le telecamere per un maggiore controllo ai ragazzi; in quanto imprevedibili". Immagini che si sarebbero cancellate dopo tre giorni e che l'avv.La Scala - a quanto viene riferito - ha subito consigliato di salvare. "Posso dire che è il primo caso in Italia dove la struttura, nell'immediatezza, mostra ai familiari di un disabile, vittima presunta di un'aggressione, la videoregistrazione interna che il giorno dopo si sarebbe cancellata", precisa il professionista.

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