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Canosa, rapinata e ammazzata di botte in casa: tre arresti per l'omicidio di Maria Melziade

Canosa, rapinata e ammazzata di botte in casa: tre arresti per l'omicidio di Maria Melziade

La donna morì in ospedale a causa dei numerosi traumi subiti. Su di lei fu usato anche un taser

La Polizia, in due operazioni tra Canosa e Trani ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto e un’ordinanza di custodia cautelare, rispettivamente nei confronti del 54enne Lorenzo Campanella, del 45enne Francesco Scardi e del 20enne Gianfranco Colucci. Tutti volti noti alle forze dell'ordine, sono ritenuti gravemente indiziati e presunti responsabili della rapina aggravata e dell’omicidio preterintenzionale della 75enne Maria Melziade.

La sera del 17 novembre scorso, due soggetti con il volto travisato, dopo essersi introdotti nell’abitazione della donna, commerciante orafa in pensione, l’hanno immobilizzata con del nastro adesivo da imballaggio e con delle fascette stringicavo. Per farsi consegnare la chiave della cassafort, le hanno detto di aver rapito la figlia e l’hanno percossa violentemente utilizzando anche un taser, senza comunque riuscire nel loro intento. I due rapinatori, avvisati dal complice con le funzioni di “palo” del sopraggiungere del marito della vittima, si sono poi allontanati portando via solo i monili indossati dalla donna, in particolare, un anello e degli orecchini di ingentissimo valore, un orologio tempestato di brillanti e la somma di 1.200 euro.

La donna, soccorsa dal marito, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Andria, dove è deceduta dopo alcune ore a seguito dei numerosi traumi riportati; in particolare “trauma cranio facciale, trauma toracico con infrazione di tre costole e contusione polmonare, ed ecchimosi da elettrolocuzione al volto” provocata presumibilmente dall’utilizzo del taser.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Canosa di Puglia, supportate da attività tecniche e dalla visione delle immagini di numerosissime telecamere, pubbliche e private, situate nella zona e nelle aree adiacenti l’abitazione della vittima, hanno consentito di raccogliere elementi di responsabilità nei confronti dei destinatari del provvedimento di fermo e dell’ordinanza di custodia cautelare. Campanella e Colucci sono stati individuati come coloro che si sono introdotti nell’abitazione della donna e Scardi come colui che ha assolto il ruolo di “palo”.

 

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