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Bari, ospedale San Paolo: pazienti intubati trasferiti a Napoli per le cure in camera iperbarica

Bari, ospedale San Paolo: pazienti intubati trasferiti a Napoli per le cure in camera iperbarica

La denuncia del consigliere M5S, Conca: "Mancano i monitor per la rilevazione dei parametri vitali". Montanaro: "Stiamo provvedendo alla sostituzione, in pochi giorni sarà ripristinato il servizio".



È l’unico centro di medicina iperbarica della provincia, uno dei cinque di tutta la regione. Quando nel 2009 Nichi Vendola inaugurò la camera iperbarica dell’ospedale San Paolo di Bari lo disse a chiare lettere: “I pugliesi non saranno più costretti ad affrontare lunghi e costosi viaggi della speranza.” Eppure a distanza di 7 anni, per il trattamento di alcune patologie, sembra di essere tornati di nuovo al punto di partenza. Almeno stando a quanto denunciato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Mario Conca: “Nei centri di Medicina Iperbarica pugliesi mancano i monitor per la rilevazione dei parametri vitali e questo rende impossibile trattare in camera iperbarica i pazienti intubati che necessitano del trattamento in caso d'infezioni batteriche da germi anaerobi.” Il riferimento è a quei pazienti intubati e che necessitano di trattamento iperbarico per infezioni come la gangrena gassosa. Proprio al San Paolo il vecchio monitor sarebbe guasto, e sarebbe già stata inoltrata richiesta di sostituzione alla ASL.

"Confermiamo l'esistenza di un piccolo problema - conferma il direttore generale di ASL BA Vito Montanaro -, stiamo provvedendo ad ordinare il pezzo di ricambio, in modo che nel giro di pochi giorni possa essere ripristinato appieno il servizio. Preciso che la camera iperbarica è ad oggi in funzione e questa soluzione si è dovuta adottare solo per alcune patologie per cui è necessario il suddetto monitor".

Del resto lo scorso giugno la stessa Asl ha affidato la realizzazione di interventi manutentivi programmati a una ditta lombarda che già aveva fornito le apparecchiature nel 2009. Il problema, spiega Conca, è che “nel frattempo è stato necessario trasferire dei pazienti a Napoli.” Alla faccia della riduzione della mobilità passiva che, lo ricordiamo, ogni anno costa quasi 240 milioni di euro.

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