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Bari, dava soldi a commercianti e chiedeva interessi del 160%: confermata condanna a imprenditore di Corato

Bari, dava soldi a commercianti e chiedeva interessi del 160%: confermata condanna a imprenditore di Corato

Nonostante la pena ridotta, l'Appello ha confermato la reclusione per l'imprenditore Flavio D'Introno

La Corte di Appello di Bari ha confermato la condanna per usura ai danni di commercianti del Nord barese, riducendo la pena da 7 a 5 anni e 9 mesi di reclusione all'imprenditore di Corato Flavio D'Introno. I giudici di secondo grado, riformando parzialmente la sentenza emessa dal Tribunale di Trani nel febbraio 2013, hanno dichiarato la prescrizione di alcuni reati e hanno assolto l'imputato da altri reati, confermando però la condanna per sei episodi di usura contestati a D'Introno e altri due contestati agli altri due imputati, Lupo Sabino e Eligio Di Bari, nei confronti dei quali è stata confermata la condanna a 7 anni di reclusione.

I fatti contestati risalgono agli anni che vanno dal 2004 al 2006. Stando alle indagini del Gico della Guardia di Finanza, coordinate dal pm di Trani Carla Spagnuolo, i tre avrebbero prestato soldi a commercianti e imprenditori in difficoltà pretendendo la restituzione del denaro con tassi di interesse fino al 160% annuo. In una occasione un commerciante, a fronte di un prestito di 50mila euro fatto da D'Introno, avrebbe restituito non denaro ma 81 condizionatori del valore di quasi 100mila euro.

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