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Altamura, false assunzioni per fornire permesso di soggiorno ad extracomunitari: tre arresti e oltre 100 indagati

Altamura, false assunzioni per fornire permesso di soggiorno ad extracomunitari: tre arresti e oltre 100 indagati

L'indagine denominata "Free Pass" ha riguardato i titolari di uno studio di consulenza e un imprenditore. La truffa avrebbe causato un danno all'INPS di circa 225mila euro.



I Finanzieri della Tenenza di Altamura stanno eseguendo una vasta operazione di Polizia giudiziaria che ha portato all’arresto di tre persone nonché alla denuncia di oltre 100 indagati.

I provvedimenti cautelari costituiscono l’epilogo dell’indagine denominata “Free Pass” nei confronti dei titolari di uno studio di consulenza e di un imprenditore altamurani. Agli arrestati sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata a danno dell’INPS, nonché la violazione della normativa sul rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno.

In particolare, i titolari dello studio professionale, avvalendosi della propria struttura organizzativa, avrebbero creato e promosso un’articolata e stabile attività di favoreggiamento alla permanenza, in condizioni di illegalità, di numerosi cittadini extracomunitari, sul territorio nazionale.

Gli esiti investigativi hanno dimostrato come i professionisti, unitamente al titolare di una ditta individuale rilasciavano false assunzioni e relative buste paga, in cambio di lauti compensi. Il beneficiario era così in grado di esibire tali attestazioni al fine di ottenere alternativamente il permesso di soggiorno ovvero i benefici e le agevolazioni concesse in caso di sopraggiunta disoccupazione.

Fondamentale era il contributo fornito dall’imprenditore compiacente che formalizzava le numerose assunzioni presso la propria ditta e che, sin da subito, hanno insospettito i militari. La realtà imprenditoriale, infatti, non era tale da giustificare l’impiego di centinaia di dipendenti: così, a fine mese, erano i falsi assunti a pagare il datore di lavoro, in cambio delle preziose buste paga. Il danno per l’INPS è stato quantificato in circa 225mila euro.

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