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La mappa della malavita a Bari, droga e gioco d’azzardo i business degli 11 clan

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Frammentata, variegata e sempre pronta a stringere alleanze con organizzazioni criminali straniere, soprattutto albanesi: è la fotografia della criminalità a Bari che emerge nella relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (primo semestre 2019).

Nella ricerca di supremazia, spesso fonte di contrasti tra clan antagonisti, preoccupa il fenomeno delle giovani leve, anche minorenni, arruolate tra le fila dei clan, sono desiderose di dar prova delle loro capacità delinquenziali.

Undici le organizzazioni criminali che si spartiscono il territorio barese. Nel capoluogo ‘ormai endemico risulta essere il fenomeno del traffico di stupefacenti’, complice la posizione geografica che rende Bari “porta d’accesso delle droghe in Europa e tra le più floride piazze di scambio. Infatti, il traffico di marijuana, ma anche di eroina e di armi, si alimenta attraverso la costa Adriatica su cui si affaccia il porto della città di Bari”.

I sodalizi che operano in città sono “capaci di evolversi e di insinuarsi nei centri nevralgici del tessuto economico criminale, compresi quelli che necessitano di particolari competenze tecniche come il gioco d’azzardo e le scommesse online”.

I CLAN – Il clan PARISI, storicamente radicato nel quartiere Japigia dell’area metropolitana di Bari, continua a manifestare la sua operatività soprattutto nei settori del traffico di stupefacenti, delle estorsioni, della ricettazione e del riciclaggio. Il clan vede minacciata la propria egemonia nelle zone d’influenza (sud-est della provincia di Bari), oltre che dalle sfiancanti lotte interne di potere con il clan PALERMITI anche dalla sete di conquista di altri gruppi delinquenziali che tentano di acquisire importanti porzioni di territorio. Tale assunto trova conferma nei recenti, forti contrasti insorti nel quartiere Madonnella per il tentativo di scalata criminale da parte di elementi emergenti facenti capo alla frangia scissionista del sodalizio DI COSIMO-RAFASCHIERI, vicina al clan STRISCIUGLIO.

Attivo nel Borgo Antico di Bari, con ramificazioni nel quartiere San Girolamo-Fesca e nei comuni di Modugno, Bitonto, Mola di Bari, Valenzano, Giovinazzo e Putignano, il clan CAPRIATI risulta ancor oggi dedito principalmente al traffico di stupefacenti, all’usura, alle estorsioni e alla gestione del gioco d’azzardo. Lotte intestine potrebbero generarsi tra esponenti di vertice del citato sodalizio al fine di consolidare il ruolo direttivo. Ciò in considerazione del fatto che la consorteria criminale oltre ad essere stata duramente colpita da una serie di operazioni di polizia succedutesi nell’ultimo anno, soffre delle mire espansionistiche delle giovani leve, desiderose di guadagnare posizioni di vertice, e di quelle dell’avverso clan STRISCIUGLIO.

Quest’ultimo opera attraverso un’articolata organizzazione di gruppi autonomi dislocati nei diversi quartieri cittadini, che interagiscono nel rispetto delle proprie aree di influenza e ciascuno con propri esponenti apicali. Dal Borgo Antico della città, il sodalizio si è progressivamente esteso nei quartieri Libertà, Stanic, San Paolo, San Girolamo, Palese, Santo Spirito, San Pio, Enziteto-Catino e Carbonara. Si conferma dedito alla gestione del traffico di droga, usura, ricettazione ed estorsioni continuando a manifestare forti mire espansionistiche anche nelle aree limitrofe.

Alleato degli STRISCIUGLIO è il gruppo TELEGRAFO, operante nel quartiere San Paolo, coinvolto in una faida contro il clan MERCANTE che, invece, resta vicino ai CAPRIATI ed alleato dei DIOMEDE. In contrasto con il gruppo DIOMEDE è il clan FIORE-RISOLI che, sotto l’egida del clan PARISI, opera nei quartieri Carrassi e San Pasquale, in collaborazione con il clan VELLUTO. Considerato fino a qualche anno fa uno dei più radicati sul territorio, il clan DI COSOLA (facente parte della “comparanza” con i clan CAPRIATI, PARISI e DIOMEDE-MERCANTE per formare un fronte comune contro il potente ed avverso clan STRISCIUGLIO) ha subito una importante serie di interventi repressivi.

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