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Cinghiali a Lama Balice, ecco il piano di gestione: recinzioni, via i ristagni d’acqua vicini all’abitato e aree di foraggiamento

Cinghiali a Lama Balice, ecco il piano di gestione: recinzioni, via i ristagni d’acqua vicini all’abitato e aree di foraggiamento

Si è concluso il monitoraggio straordinario della popolazione di cinghiali presenti nel parco naturale regionale di Lama Balice commissionato dalla direzione dell’ente al gruppo di lavoro del dipartimento di Biologia dell’Università degli studi Aldo Moro. Dalla relazione finale emerge un significativo fenomeno di ripopolamento della fauna selvatica all’interno dell’area protetta con l’avvistamento, tra gli altri, di faine, tassi, volpi e di un numero di cinghiali che si stima intorno ai 35 esemplari, due terzi dei quali di età adulta.

L’attività di monitoraggio ha interessato circa 500 ettari del parco, fra la zona di Villa Frammarino e il quartiere San Paolo, ed è stata effettuata attraverso cinque siti di fototrappolaggio che, nelle settimane a cavallo tra ottobre e dicembre, hanno registrato 500 comparse di animali selvatici, la metà delle quali è rappresentata da cinghiali.

Dell’avvistamento dei cinghiali nell’area di Lama Balice, del resto, si parla da circa tre anni, ma è la prima volta che la questione viene affrontata con un approccio scientifico. Si tratta di nuclei familiari che, scendendo dall’alta Murgia, arrivano a Lama Balice e trovandovi un habitat favorevole, con un clima mitigato dalla presenza del mare, vi si insediano.

Questo mattina si è svolto un incontro presso la direzione generale del Comune di Bari che ha affidato al gruppo di lavoro del dipartimento di Biologia la redazione di un piano di gestione relativo alla popolazione di cinghiali presenti nel parco. Nelle more dell’elaborazione del documento, che dovrà essere validato dall’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, si è deciso di individuare delle misure di contenimento da poter attuare in tempi brevi, quali ad esempio il posizionamento di recinzioni ad hoc, il prosciugamento di ristagni d’acqua prossimi all’abitato, che attirano gli animali, e la creazione di piccole aree di foraggiamento per i cinghiali nelle aree più interne del parco.

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