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Bari, nessuna truffa nella fornitura di carrelli al Di Venere: rigettata richiesta di sequestro avanzata dalla Procura

Nessuna truffa sarebbe stata commessa dieci anni fa nell’appalto della Asl di Bari relativo alla fornitura di carrelli e vassoi per la somministrazione dei pasti nell’ospedale Di Venere di Carbonara, a Bari. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Bari che ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura di un sequestro preventivo del valore di 5 milioni di euro. Nel fascicolo della magistratura barese risultano indagate 14 persone, fra le quali l’ex direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino, dirigenti e funzionari Asl e imprenditori, accusate a vario titolo di frode in pubbliche forniture, truffa aggravata, falso materiale e ideologico.

Stando alle indagini dei carabinieri del Nas, avviate nel 2007, la dirigenza della Asl di Bari avrebbe indebitamente deliberato l’estensione al Di Venere dell’appalto affidato ad una ditta napoletana, la EP SpA, per l’ospedale San Paolo, senza espletare una regolare gara. Avrebbe inoltre pagato più carrelli e vassoi di quelli necessari con relativo danno all’ente.

La richiesta di sequestro era già stata rigettata nell’aprile scorso dal gip Giulia Romanazzi ed era poi finita all’attenzione del Tribunale del Riesame di Bari perché la Procura aveva presentato appello. Anche i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta di sequestro ritenendo che “dalla lettura degli atti emergono numerose forme di illegalità diffusa e a vari livelli” che tuttavia “non integrano il reato di truffa aggravata”.

Il Tribunale ritiene inoltre non sussistente l’altro profilo di truffa ipotizzata dalla Procura, quella relativa al presunto danno causato da forniture a prezzi maggiorati e in numero superiore a quello necessario. “Non vi è stato alcun artificio o raggiro, – dicono i giudici – sarebbe bastato un facile e rapido controllo da parte dei funzionari della Asl” per rifiutare l’offerta.

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