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Bari, indagine sulla gestione dell’Amtab: reati riqualificati ad abuso d’ufficio. Rigettate le richieste d’arresto

L’ex direttore generale dell’Amtab, Nunzio Lozito, ora direttore di esercizio della stessa azienda, e il capo area tecnica della municipalizzata barese dei trasporti, Vito Rogazione Stea, sono stati interdetti dalle funzioni dalla magistratura barese nell’ambito di un’indagine sulla gestione dell’Amtab.

Assieme a loro è stato interdetto dall’attività d’impresa l’imprenditore Pietro Di Paola, amministratore della Oma Service srl e della Oma snc. Nell’indagine, coordinata dal pm Francesco Bretone, sono indagati anche l’ex presidente Amtab Tobia Renato Binetti, e il funzionario Onofrio Soldano per i reati, contestati a vario titolo, di corruzione, peculato e falso. Il gip del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli, che ha emesso la misura, ha però ritenuto le condotte contestate dalla pubblica accusa qualificabili come abusi d’ufficio ed ha quindi rigettato le richieste di arresto.

L’inchiesta riguarda l’affidamento degli appalti per la manutenzione dei mezzi dell’Amtab che, secondo l’accusa di corruzione, che è stata però ridimensionata dal gip, sarebbe stato concesso dai due funzionari della municipalizzata barese alla Oma Service Srl in cambio dell’assunzione dei rispettivi figli in una società ritenuta fittizia, la Citybus Srl, riconducibile allo steso imprenditore. Secondo il gip, però, non ci sarebbe la prova che l’assunzione dei figli dei due funzionari sia stata la causa della condotta contraria ai doveri di ufficio. La Procura contesta ad uno dei due funzionari di aver ricevuto come prezzo della presunta corruzione, ritenuta anche in questo caso insussistente dal gip, anche la verniciatura della propria auto.

La Guardia di Finanza, che sta notificando il provvedimento interdittivo, sta procedendo anche al sequestro preventivo di beni per oltre due milioni di euro nei confronti di Di Paola per rimborsi relativi a lavori di manutenzione di autobus dell’Amtab ritenuti fittizi o gonfiati. Le indagini della Gdf hanno accertato numerose irregolarità nei pagamenti di lavori di manutenzione, in molti casi mai fatti, dalla società Oma sui mezzi dell’Amtab che avrebbe pagato alla società dal 2009 al 2014 fatture gonfiate per complessivi 2 milioni 596mila euro.

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