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Bari, arresti 15 clandestini somali in contatto con terroristi: indagato anche dipendente del Comune

Bari, arresti 15 clandestini somali in contatto con terroristi: indagato anche dipendente del Comune

Un'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa a carico di 15 immigrati somali in un'operazione tra Bari, Catania e Salerno. Undici di questi sono in carcere. Secondo gli investigatori l'organizzazione faceva arrivare in Italia altri migranti facendosi pagare attraverso sistemi di "money transfer" illegali. Una volta avuto il danaro gli immigrati clandestini venivano trasferiti nelle località pattuite precedentemente. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel territorio dello Stato e al successivo ingresso in Paesi esteri, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico.

 

Il capo dell'organizzazione, un cittadino somalo di 33 anni residente a Bari, è ritenuto il capo dell'organizzazione. Si tratta di Ismail Olhaye Hussein, agente plurimandatario di alcune società di money transfer internazionali, operanti su piattaforme informatiche non abilitate ad effettuare servizi di pagamento in tutta Italia. L'uomo è stato catturato proprio in città, dove gestiva direttamente due internet point che in realtà si sarebbero rilevati basi logistiche e operative dell'organizzazione criminale volta a gestire l'immigrazione clandestina in Italia e verso l'estero. Gli altri arresti effettuati a Bari riguardano Mohamed Barkad Shueyb e Mohammed Shacni, entrami di 32 anni e già in carcere per analoghi reati.

 

Dall'inchiesta è emerso che la presunta associazione utilizzava i canali "money transfer" illegali, secondo il sistema dell'"hawala informatica", un sistema che si basa su rimesse di denaro e di compensazioni tra varie agenzie in Italia e all'estero sulla fiducia negli intermediari e su schemi informali. Il meccanismo veniva utilizzato dai trafficanti per incanalare le somme loro inviate dalle famiglie dei migranti somali quale prezzo per l'organizzazione dei viaggi degli stessi verso il nord Europa. Dalle investigazioni sono emerse relazioni sul web, attraverso chat su Facebook, di alcuni componenti dell'organizzazione criminale con alcune persone filo jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo "Al Shabaab".

 

Inoltre sarebbero stati documentati diretti contatti telefonici tra uno dei membri del sodalizio con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver favorito l'ingresso in Italia, via Malta, di due foreign fighters militanti dell´Isis/Daesh. Tra gli indagati anche un dipendente dell'anagrafe del Comune di Bari che si sarebbe lasciato corrompere per dichiarare falsamente inesistenti residenze di cittadini somali nel capoluogo pugliese. L'uomo è stato sospeso dal lavoro per un anno: si sarebbe infatti lasciato corrompere dal presunto capo dell'organizzazione

 

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