Blue Whale, sul sito della polizia postale pagina dedicata al “gioco dell’orrore”: consigli e un form per le segnalazioni

Blue Whale, sul sito della polizia postale pagina dedicata al “gioco dell’orrore”: consigli e un form per le segnalazioni

Sul sito della Polizia Postale e delle Comunicazioni è stata pubblicata una pagina web dedicata al fenomeno Blue Whale, il gioco dell’orrore portato alla luce dal programma televisivo “Le Iene” che, dopo aver mietuto diverse vittime in Russia pare stia prendendo piede anche in Italia.

 

Proprio la settimana scorsa, a Molfetta, i Carabinieri hanno salvato un 17enne pochi istanti prima che si suicidasse lanciandosi sotto un treno. Un caso per cui gli investigatori sospettano legami proprio con il terribile fenomeno documentato dal programma di Italia Uno.

 

Alla pagina creata dalla Polizia Postale possono facilmente accedere tutti: basta cliccare sull’icona stop Blue Whale per trovare le principali informazioni utili e consigli pratici diretti agli adulti e ragazzi. Nella stessa pagina è presente un form “segnala on-line” dove è possibile effettuare segnalazioni da portare all’attenzione della Polizia Postale.

 

“Il Blue Whale è una discussa pratica che sembrerebbe provenire dalla Russia – si legge sul sito della Polizia Postale - viene proposta come una sfida in cui un così detto curatore può manipolare la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli al suicidio, attraverso una serie di 50 azioni pericolose. Ad oggi capita anche che bambini e adolescenti si contagino fra di loro, spingendosi ad aderire alla sfida su gruppi social dopo aver facilmente rintracciato in rete la lista delle prove ed essersi accordati sul carattere segreto di questa adesione. Le prove prevedono un progressivo avvicinamento al suicidio attraverso pratiche di autolesionismo, comportamenti pericolosi e la visione a film dell’orrore e altre presunte prove di coraggio, che vengono documentate con gli smartphone e condivise in rete sui social”.

 

“La Polizia Postale e delle Comunicazioni sta osservando il fenomeno – si continua a leggere sul sito -, le nostre indagini si concentrano sull’identificazione di adulti, giovani o gruppi di persone che inducono via web bambini e ragazzi ad esporsi ad un rischio concreto per la loro vita. Poniamo molta attenzione a quanto i cittadini ci segnalano su casi di rischio associati a questa pratica. Ogni informazione utile contribuisce a potenziare la nostra azione di protezione dei bambini e dei ragazzi in rete”.

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