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Aggressione al Fallacara di Triggiano, infermiere del Pronto Soccorso perde conoscenza. Il sindacato: “Adesso basta”

Ennesimo episodio di violenza all’ospedale Fallacara di Triggiano, dove un infermiere del Pronto Soccorso è stato aggredito verbalmente e fisicamente, da una persona al momento ancora sconosciuta, in maniera tanto grave da causargli la perdita di conoscenza per svariati minuti. A denunciarlo è l’USPPI (Unione Sindacati Professionisti Pubblico Privato Impiego).

 

Lo stesso sindacato, per lo stesso nosocomio, qualche giorno fa aveva richiesto, proprio per il Pronto Soccorso, un numero maggiore di infermieri, in quanto la carenza di personale si traduce, purtroppo, in un’assistenza inadeguata e a volte poco tempestiva con la conseguente “rabbia” da parte dell’utenza che genera violenza come nel suddetto caso.

 

“In passato – si legge nella nota diffusa dall’USPPI – avevamo richiesto alla Direzione Strategica ASL BA, per il PS di Triggiano sempre in allarme rosso, una maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, attraverso l’inserimento di guardie giurate atte a prevenire situazioni a rischio per gli operatori sanitari. Purtroppo, ancora oggi non vi è stato alcun riscontro, e le situazioni di violenza che si registrano ricadono negativamente sul personale e sono sempre più eclatanti”.

 

L’USPPI, attraverso il suo portavoce Brescia (Segretario Nazionale), esprime piena solidarietà e vicinanza all’infermiere vittima dell’episodio violento, nonché verso tutti gli operatori che sono impegnati in prima linea nel garantire l’assistenza ai più bisognosi e ai malati che necessitano di interventi d’urgenza e a gran voce reitera alla Direzione Generale ASL BA l’aumento di personale infermieristico presso il Pronto Soccorso di Triggiano, per garantire i livelli minimi di assistenza, affiancato a guardie giurate.

 

“Avevamo denunciato qualche giorno prima una situazione esplosiva – commenta Brescia -. A Triggiano a fronte dei 14 infermieri in pianta organica ce ne sono solo 10. Purtroppo continuiamo ad assistere inermi a questi atti violenti in danno degli operatori sanitari. Adesso basta. Pretendiamo la dovuta sicurezza a tutela dei lavoratori di tutti i reparti ma soprattutto di coloro inseriti nei PPSS dei nosocomi che fronteggiano di continuo l’emergenza e dove la tempestività degli interventi assistenziali è talvolta indispensabile per salvare vite umane”.

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