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Bari, ecco come i clan si sono spartiti la città: la mappa criminale della Direzione Investigativa Antimafia

Una mappatura geo-criminale di tutto il territorio pugliese. Aree controllate, interessi illeciti e famiglie mafiose in attività. Il Ministero dell’Interno, assieme alla Direzione Investigativa Antimafia, ha compilato una relazione completa sull’attività del crimine organizzato.

 

A Bari lo scacchiere da un lato si caratterizza per un forte radicamento dei clan negli storici quartieri di appartenenza. Dall’altro vede un superamento di tale ripartizione nell’ottica della conquista di nuove fette di territorio. Un’espansione che guarda anche all’hinterland barese, dove l’attività criminale spesso si incrocia con quella di imprenditori, professionisti e amministratori locali. Da Valenzano a Bitonto, da Monopoli a Putignano, i clan mettono le mani sulla provincia per espandere il mercato della droga e commettere reati predatori. L’area murgiana, in particolare, si sta confermando un ponte per spingere i propri interessi anche in Basilicata.

 

Una ramificazione che fonda però le sue solide radici nel cuore del capoluogo, dove le famiglie gestiscono porzioni di territorio talvolta stringendo nuove alleanze in forma confederale. Famiglie che in poco tempo passano dall’essere rivali a far parte di una coalizione del crimine. Così, per esempio, ha operato il gruppo Telegrafo-Montani-Misceo nella gestione delle attività sul quartiere San Paolo. Dove invece si è verificato lo scontro non sempre questo è da attribuire ad attriti con altri clan. Possibile per esempio che i fatti di sangue accaduti negli ultimi mesi al quartiere Japigia siano addebitabili più all’emergere di nuove correnti interne ai Parisi e ai Palermiti.

 

Un’evoluzione che però non mette da parte le antiche rivalità. Semmai rinsalda legami tra famiglie, come la confederazione Capriati-Parisi-Diomede/Mercante contro il clan avverso degli Strisciuglio. Senza trascurare il persistere degli interessi dei Di Cosola su Carbonara e dei Campanale, vicini agli Strisciuglio, su San Girolamo.

 

Un quadro che chiarisce l’assetto delle organizzazioni criminali, ma che aumenta la consapevolezza di un fenomeno troppo radicato per essere definitivamente debellato.

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