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Bitonto, incensurato picchiato a sangue: la vendetta del clan per mandare messaggio a gruppo rivale: IL VIDEO del pestaggio

Bitonto, incensurato picchiato a sangue: la vendetta del clan per mandare messaggio a gruppo rivale: IL VIDEO del pestaggio

Con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’utilizzo del metodo mafioso e porto illegale di armi in luogo pubblico, sono stati arrestati a Bitonto Domenico Liso, Damiano Caputo e Vito Tarullo, tutti volti noti alle forze dell’ordine. Dalle indagini è emerso che lo scorso 29 settembre gli arrestati hanno aggredito e picchiato brutalmente, minacciandolo anche con due pistole, un uomo risultato estraneo a dinamiche criminali ma “colpevole” di essere parente di un pregiudicato legato a gruppi criminali della zona.

 

L’aggressione sarebbe stata un messaggio da far pervenire proprio a questo parente, una sorta di vendetta trasversale. A rafforzare lo spirito intimidatorio, il gesto di uno degli aggressori che, dopo aver bloccato la vittima si è scoperto il volto travisato facendosi riconoscere, in modo tale da incutere maggior terrore nella vittima. Un atteggiamento, secondo quanto appreso, tipico delle dinamiche mafiose- Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza hanno consentito alle forze dell’ordine di risalire ai tre presunti responsabili. Gli arrestati si trovano adesso nel carcere di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Bitonto, incensurato picchiato a sangue: la vendetta del clan per mandare messaggio a gruppo rivale: IL VIDEO del pestaggio

Con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’utilizzo del metodo mafioso e porto illegale di armi in luogo pubblico, sono stati arrestati a Bitonto Domenico Liso, Damiano Caputo e Vito Tarullo, tutti volti noti alle forze dell’ordine. Dalle indagini è emerso che lo scorso 29 settembre gli arrestati hanno aggredito e picchiato brutalmente, minacciandolo anche con due pistole, un uomo risultato estraneo a dinamiche criminali ma “colpevole” di essere parente di un pregiudicato legato a gruppi criminali della zona.

 

L’aggressione sarebbe stata un messaggio da far pervenire proprio a questo parente, una sorta di vendetta trasversale. A rafforzare lo spirito intimidatorio, il gesto di uno degli aggressori che, dopo aver bloccato la vittima si è scoperto il volto travisato facendosi riconoscere, in modo tale da incutere maggior terrore nella vittima. Un atteggiamento, secondo quanto appreso, tipico delle dinamiche mafiose- Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza hanno consentito alle forze dell’ordine di risalire ai tre presunti responsabili. Gli arrestati si trovano adesso nel carcere di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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