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Bari, clown del circo morì per una scarica elettrica nella roulotte: Lidia Togni condannata in primo grado per omicidio colposo

Bari, clown del circo morì per una scarica elettrica nella roulotte: Lidia Togni condannata in primo grado per omicidio colposo

Lidia Togni, rappresentante legale dell’omonimo circo, è stata condannata per omicidio colposo in primo grado (pena sospesa) a un anno e sei mesi per la morte del clown 37enne Giuseppe Catalano, avvenuta a Bari il 19 ottobre del 2010. Il corpo dell’uomo fu trovato privo di vita quella stessa sera da alcuni dipendenti nella zona tra via Napoli e via Mercadante, all’interno dell’area circense e nei pressi della roulotte nella quale alloggiava.

 

Inizialmente apparvero misteriose le cause della morte, tanto da indurre la Questura ad avviare indagini più approfondite e a far disporre dal magistrato di turno l’autopsia, effettuata nei giorni successivi dal medico legale Franco Introna. Proprio l’esame sul corpo dell’uomo ha escluso le due piste che seguiva la magistratura: il decesso per malore o l’omicidio. La morte di Giuseppe Catalano è avvenuta, secondo quanto scritto nella sentenza di condanna, per “arresto cardio-respiratorio acuto da elettrocuzione”, ossia per una scarica elettrica mortale.

 

La sua roulotte era illuminata mediante aggancio all’impianto del circo e il “mancato rispetto delle norme di sicurezza di tale impianto” avrebbe causato la tragedia. Quella sera di ottobre, infatti, pioveva molto e l’uomo, scendendo i gradini in ferro della sua roulotte, avrebbe fatto da ponte generando il passaggio mortale della corrente attraverso il suo corpo. Un incidente che non gli ha dato scampo e che dopo sette anni ha visto pronunciarsi il Tribunale di Bari.

 

“Speravamo in un risultato diverso ma il giudice non è stato clemente - ha commentato l’avvocata che difende Lidia Togni, Anna Maria Caccavo - e ha confermato la richiesta avanzata dal pm. È vero che la vittima svolgeva l’attività di clown per il circo Togni ma non aveva alcun rapporto lavorativo con la mia assistita e, al contrario, aveva un contratto con un fotografo del circo (il rumeno Damian Nitulescu ndr), morto per cause naturali pochi giorni dopo l’incidente. Motivo per cui, ovviamente, non è stato possibile ascoltarlo come testimone”.

 

Lidia Togni è stata condannata anche al pagamento delle spese legali e al risarcimento del danno (da quantificare in processo separato) nei confronti della famiglia di Giuseppe Catalano, costituitasi parte civile. In prescrizione, invece, l’altra ipotesi di reato che vedeva imputata la rappresentante legale del circo per quanto concerne le sanzioni a carico del datore di lavoro in materia di ‘tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro’. Il processo con ogni probabilità andrà avanti, l’avvocata sembra essere indirizzata verso l’unica via percorribile: l’appello. “Ci sono novanta giorni di tempo perché la sentenza venga depositata - ha concluso l’avvocata - Quel che è certo è che il circo è come una famiglia e quando viene a mancare un membro è un lutto per tutti”.

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