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Mafia in Puglia, sgominata frangia della Sacra Corona Unita: 13 arresti a Bari, Taranto e nella BAT

Mafia in Puglia, sgominata frangia della Sacra Corona Unita: 13 arresti a Bari, Taranto e nella BAT

I carabinieri del Ros hanno eseguito nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, nonché in altre località del territorio nazionale, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Lecce, nei confronti dei componenti di una frangia della Sacra Corona Unita. L'indagine ha fatto emergere, tra l'altro, collegamenti con la cosca 'ndranghetista "Bellocco" di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria e infiltrazioni nel mercato tarantino della vendita dei prodotti ittici, sia attraverso l'estromissione con tipiche modalità mafiose di altri operatori commerciali, sia attraverso l'acquisizione di società fittiziamente intestate a prestanome.

 

L'ordinanza di custodia cautelare e di sequestro preventivo di beni riguarda in tutto tredici persone: 11 in carcere, un provvedimento di sottoposizione agli arresti domiciliari e uno all'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. A vario titolo vengono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, danneggiamento e rapina con l'aggravante del metodo mafioso, detenzione illecita di armi da fuoco, trasferimento fraudolento di valori.

 

Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, sono emersi - secondo gli inquirenti - "chiari ed inequivocabili elementi di reità in ordine all'esistenza di un sodalizio criminale avente connotazioni tipiche mafiose", operante sul territorio di Massafra (Taranto) e aree limitrofe, capeggiato da Cataldo Caporosso, già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il pregiudicato avrebbe avuto legami con il boss calabrese Umberto Bellocco, 'patriarca' della 'ndrangheta, a capo dell'omonima cosca di Rosarno e ritenuto tra i fondatori della Sacra Corona Unita. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di un'attività di onoranze funebri, quattro veicoli e diversi rapporti finanziari bancari e postali attivi, riconducibili a Cataldo Caporosso e ai suoi familiari.

 

Cataldo Caporosso, secondo gli inquirenti, era stato "investito con il grado di padrino nell'ambito dell'organizzazione" dal boss calabrese Umberto Bellocco in virtù del ruolo di quest'ultimo nell'ambito della SCU. Caporosso sarebbe stato, dunque, "referente della consorteria calabrese nel territorio tarantino, con lo specifico mandato di curarne la gestione operativa oltre a quella commerciale ed economica". Per testimoniare la capacità di intimidazione del sodalizio, i carabinieri hanno citato il tentativo di fornire sostegno elettorale, in occasione del rinnovo del Consiglio Regionale della Puglia nel 2015, a un candidato tarantino, risultato poi non eletto in quelle consultazioni, "con il chiaro intendimento di poter elevare il livello di pervasività del gruppo attraverso un potenziale referente politico". Tra gli episodi contestati c'è il danneggiamento con una motosega, all'interno del mercato ittico di Taranto, del magazzino per la vendita di prodotti ittici della Starfish srl, che sarebbe stato commissionato da Caporosso dopo la sua estromissione dalla società.

 

La presunta associazione mafiosa capeggiata da Caporosso, secondo l’accusa, aveva collegamenti con altri due sodalizi. In particolare, sono stati evidenziati interessi comuni nelle attività illecite, a partire dal traffico e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, con il gruppo facente capo a Tommaso Putignano, operante a Putignano. Ma l'organizzazione di Caporosso si sarebbe rifornita periodicamente di stupefacente anche dal gruppo diretto da Riccardo Sgaramella, detto "Salotto", operante nel territorio di Andria.

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