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Gioia, morirono per l’esposizione a polveri d’amianto: a processo 11 imputati della Ansaldo Caldaie

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Con la costituzione delle parti civili, la Cgil, i familiari di otto ex lavoratori dello stabilimento Ansaldo Caldaie di Gioia del Colle, deceduti a causa dell’esposizione alle polveri di amianto, e tre ex lavoratori ammalati, è cominciato dinanzi al Tribunale Monocratico di Bari il processo nei confronti di 11 imputati accusati di concorso in disastro e omicidio colposo. A processo sono finiti gli ex legali rappresentanti dell’azienda, gli ex responsabili della fabbrica pugliese e gli allora medici addetti allo stabilimento.

 

Secondo l’accusa i decessi a causa di malattie respiratorie e tumori, gli ultimi risalenti al 2013, sarebbero stati causati dalla presenza di polveri di amianto a contatto con gli operai. Dagli accertamenti svolti dalla sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri su disposizione della magistratura barese, è emerso inoltre che sarebbero state violate per decenni le norme sulla gestione delle polveri e dei materiali contenenti amianto che venivano lavorati nella fabbrica. Nella prossima udienza del 31 gennaio saranno sentiti gli ex operai che si sarebbero ammalati a causa di anni di esposizione all’amianto all’interno dell’azienda di Gioia del Colle, specializzata nella produzione di generatori di vapore e centro di ricerca combustione.

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