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Ex a processo per maltrattamenti sulla moglie, assolto torna libero: in un caso "sarebbe stata la donna a schiaffeggiarlo"

Ex a processo per maltrattamenti sulla moglie, assolto torna libero: in un caso "sarebbe stata la donna a schiaffeggiarlo"

Torna libero dopo quattro mesi di arresti domiciliari un imprenditore 47enne di Ostuni (Brindisi) denunciato dall'ex moglie per lesioni e maltrattamenti e sottoposto a tre diversi procedimenti penali, due dei quali si sono già conclusi con assoluzioni piene. La vicenda giudiziaria è iniziata tre anni fa quando, durante la separazione (ancora in corso), la donna ha più volte denunciato l'ex marito dichiarando di aver subito violenze verbali e fisiche. In uno dei due procedimenti è addirittura emerso che non era stato l'uomo ad aggredire l'ex moglie ma era stata la donna a schiaffeggiare l'ex coniuge.

 

Nonostante le due assoluzioni, l'uomo continuava ad essere sottoposto a misura cautelare a causa della "situazione di forte conflittualità tra i coniugi - scrivevano i giudici brindisini - alimentata dalla reciproca incapacità di gestire serenamente il percorso di separazione". Dopo quattro mesi, però, il Tribunale del Riesame di Lecce ha accolto la nuova istanza dei difensori, Nicola Quaranta e Mario Guagliani, sostituendo gli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento, in attesa che si definisca l'ultimo processo per maltrattamenti a carico dell'uomo, il quale intanto ha presentato numerose querele per calunnia.

 

"Nessuno potrebbe mai disconoscere l'esistenza del grave, quanto penoso, fenomeno di prevaricazione dell'uomo sulla donna che spesso si consuma tragicamente tra le mura domestiche - commenta l'avvocato Quaranta - ma è sempre necessario invitare tutti, e sopratutto la magistratura, alla prudenza nella valutazione delle denunce di tali forme di violenza poiché esse potrebbero essere facilmente manipolate ad altri fini, come è già successo in caso di separazioni conflittuali. La giusta lotta alla discriminazione di genere - conclude il legale - non deve fare abbassare la guardia nella doverosa e rigorosa verifica della credibilità della denunciante onde evitare irreparabili conseguenze, soprattutto sulla libertà personale, per il calunniato di turno".

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