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Calcioscommesse, confermate condanne per Bari-Lecce. I legali dei tifosi: “Ora chiederemo danni a Masiello”

“Ora procederemo in sede civile per chiedere i danni ad Andrea Masiello”. I difensori dei circa 250 tifosi del Bari e del Lecce, costituiti parte civile nel processo sul derby truccato del 15 maggio 2011, annunciano un’azione civile nei confronti dell’ex calciatore biancorosso, attualmente all’Atalanta, che partecipò alla combine. Dopo la sentenza di appello che ha confermato le condanne per l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro e l’imprenditore salentino Carlo Quarta e, con esse, le statuizioni civili riconoscendo così un risarcimento di 400 euro per ciascun tifoso, i legali dichiarano di voler procedere anche nei confronti di Masiello, autore dell’autogol che decretò la sconfitta del Bari, finito in carcere nell’aprile 2012 e che, per questa e altre presunte combine, ha patteggiato negli anni scorsi una pena a 22 mesi di reclusione.

 

“Per la prima volta in Italia è stato riconosciuto il danno da passione sportiva rovinata, – commenta uno dei difensori dei tifosi salentini, l’avvocato Giacinto Epifani – restituendo così dignità alla tifoseria giallorossa che, a causa di questa vicenda, ha visto la sua squadra retrocedere in serie C. Ma ora non ci fermeremo, e chiederemo i danni anche a Masiello”.

 

“Il pensiero va soprattutto ai piccoli tifosi rimasti delusi quel giorno per la sconfitta del Bari e per essere poi venuti a conoscenza della combine sportiva – dice l’avvocato Luca Maggi, difensore dei tifosi del Bari – e al valore educativo di questa sentenza, perché la migliore risposta è che chi sbaglia nella vita deve pagare”.

 

I giudici hanno assolto “per non aver commesso il fatto” Marcello Di Lorenzo (condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione e 5mila euro di multa), amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello. Questi il 3 ottobre 2012 ha patteggiato a Bari la pena di 22 mesi di reclusione per quattro combine (Palermo-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Lecce e Bologna-Bari) insieme ai suoi amici Gianni Carella e Fabio Giacobbe, ai quali fu comminata la pena concordata di 17 mesi.

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