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Droga, armi e usura nel Barese: Corte d’appello assolve boss Leonardo Campanale e figlio Felice. Dieci le condanne

Dieci condanne per i reati contestati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione e porto di armi clandestine, ricettazione, usura ed estorsione ai danni di piccoli commercianti. Più due assoluzioni eccellenti, quelle relative a Leonardo Campanale e a suo figlio Felice.

 

Queste le decisioni prese dalla Corte d’Appello di Bari al termine del processo che vedeva tra gli imputati una dozzina di presunti affiliati ai clan Campanale di Bari e Masotti di Conversano. I giudici hanno escluso per tutti l’aggravante del metodo mafioso, riducendo quindi le pene inflitte nei confronti del 38enne Rocco Masotti e del 42enne Giovanni Zullo.

 

Condanne fra i 25 mesi e i 4 anni e 8 mesi di reclusione per Francesco Busano, Erasmo Brescia, Nicola Antonio La Selva, Nicola Frappampina, Giovanni Giancotti, Gianfranco Ferrante e per i due collaboratori di giustizia Michele Maggiorano e Giuseppe Campanella.

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