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Anziana uccisa a Bitonto, città in strada contro la criminalità: “Non una passeggiata di lutto ma di riscatto”

Anziana uccisa a Bitonto, città in strada contro la criminalità: “Non una passeggiata di lutto ma di riscatto”

“Ieri mafia, oggi Libera, domani liberi”. Recita così lo striscione esposto dall’associazione che da anni si occupa di sensibilizzazione e contrasto al fenomeno delle mafie. Sono tanti i gruppi attivi contro le mafie che si sono dati appuntamento questo pomeriggio alle 19 in piazza Moro, a Bitonto. Con loro i 41 sindaci dell'area metropolitana di Bari, il governatore Michele Emiliano, alcuni parlamentari pugliesi, i presidenti dei consigli comunali e tanta gente comune. La manifestazione, “una passeggiata non di lutto ma di riscatto” organizzata contro la violenza criminale dopo l'agguato in cui è morta per errore l’84enne Anna Rosa Tarantino, si è sviluppata lungo le strade del centro storico per arrivare fino a via delle Marteri, luogo della sparatoria.

 

"Si sta ripetendo un dramma che questa regione ha già conosciuto: queste sono vittime innocenti di mafia – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - . A Bitonto da più di 25 anni opera una organizzazione criminale che non siamo ancora riusciti a sconfiggere. Non siamo ancora venuti a capo di un sistema criminale durissimo e sconsiderato. La colpa è anche mia. Non ci si difende facendosi scudo di una persona innocente. Questa gente non è capace di rispettare neanche il codice criminale. Io vi chiedo stasera di non dargli più neanche lo sguardo. Devono capire che Bitonto non è più il loro posto, non è più casa loro”.

 

‘Bitonto, alza la testa. Basta violenza’ c'è scritto sui cartelloni. Un concetto in qualche modo riproposto anche dal sindaco di Bari, Antonio Decaro. “Sono dei vigliacchi – ha detto Decaro -, ma hanno commesso un grosso errore: hanno colpito un simbolo e quando si colpisce un simbolo la reazione della comunità è durissima. Noi non abbiamo intenzione di abbassare la testa solo perché loro hanno le armi: devono vergognarsi”.

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