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Mafia, processo al clan Nuzzi di Altamura: chieste 15 condanne a pene comprese fra i 24 e i 3 anni di reclusione

Mafia, processo al clan Nuzzi di Altamura: chieste 15 condanne a pene comprese fra i 24 e i 3 anni di reclusione

La Procura di Bari ha chiesto 15 condanne a pene comprese fra i 24 anni e i 3 anni di reclusione nei confronti dei presunti affiliati all'organizzazione mafiosa capeggiata dai fratelli Pietro Antonio e Angelantonio Nuzzi di Altamura, per la prima volta definita "clan" dagli inquirenti della Dda.

 

L'indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, coordinati dai pm Roberto Rossi e Renato Nitti, portò all'arresto degli imputati nel gennaio del 2017. Tra loro anche un appuntato scelto dei Carabinieri, Stefano De Santis, all'epoca dei fatti in servizio presso il nucleo radiomobile della Compagnia di Altamura: l’uomo è accusato di corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio con l'aggravante mafiosa per aver fornito al clan, in cambio di denaro, informazioni su indagini e intercettazioni in corso. Per il militare è stata chiesta la condanna a 3 anni di reclusione. Agli altri imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, detenzione di armi, 58 episodi di spaccio di droga, estorsioni a imprenditori locali, furti, ricettazione e tre omicidi.

 

I fatti contestati risalgono agli anni 2010-2015. Le condanne più alte, a 24 anni di reclusione, sono state chieste per Giuseppe Carlucci, Stefano Gallo e Michele Oreste, accusati del duplice omicidio di Rocco Lagonigro e Vincenzo Ciccimarra del marzo 2010. Per lo stesso delitto e altri reati di mafia la Dda ha chiesto condanne per i fratelli Nuzzi, ritenuti i capiclan: 21 anni di reclusione per Pietro Antonio e 16 anni per Angelantonio, divenuto nei mesi scorsi collaboratore di giustizia. Una condanna a 21 anni di reclusione è stata chiesta per il napoletano Nicola Sorbo, imputato per l'omicidio di Domenico Fraccalvieri del giugno 2011.

 

Le richieste di condanna sono state avanzate al termine del processo con rito abbreviato che si sta celebrando nell'aula 'bunker' di Bitonto.

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