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Terrorismo, arrestato egiziano affiliato all'Isis: insegnava religione in centro islamico di Foggia - IL VIDEO


Terrorismo, arrestato egiziano affiliato all'Isis: insegnava religione in centro islamico di Foggia - IL VIDEO

È stato arrestato questa mattina a Foggia, in un'operazione antiterrorismo congiunta della Digos e della Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, un uomo di origine egiziana e con cittadinanza italiana, di 58 anni, sposato con una donna italiana, accusato di fare parte dell'Isis. Durante l'operazione è stata anche perquisita la sede di un'associazione culturale a Foggia, "Al Dawa", di cui l'uomo era il presidente e sono stati sequestrati conti correnti.

 

L'uomo, che teneva lezioni di religione ai bambini del centro culturale islamico di Foggia, sarebbe stato incastrato da alcune pubblicazioni internet e da riscontri investigativi. In totale sono state tre le perquisizioni, personali e domiciliari, eseguite all'alba dalla Polizia. Il Gigo della Gdf ha proceduto al sequestro preventivo urgente della sede dell'associazione e dei conti correnti del cittadino egiziano. 

 

L'inchiesta che ha portato all'arresto, però, si inserisce in un più ampio contesto operativo che nel luglio scorso ha portato all'arresto sempre a Foggia di Eli Bombataliev, un militante ceceno dell'Isis, accusato di associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale. All'arresto di Abdel Rahman si è giunti grazie alla segnalazione di operazioni sospette compiute dal cittadino egiziano e da sua moglie, Vincenza Barbarossa, di 79 anni, che hanno evidenziato una disponibilità economica dei due sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, nel periodo dal 2011 al 2017.

 

L'ipotesi è che l'Imam ricevesse il denaro attraverso la cosiddetta "zakat", una sorta di raccolta fondi tra i musulmani che frequentavano la moschea Al Dawa, gestendo il denaro accumulato in maniera poco trasparente. La base dell'attività di propaganda di Abdel Rahman, secondo gli investigatori, era la sede della associazione culturale "Al Dawa", una vera e propria moschea nel capoluogo dauno. L'immobile è stato sequestrato dai finanzieri del Gico sulla base di un decreto di sequestro preventivo d'urgenza emesso dalla Dda di Bari, insieme con tre conti correnti per un valore complessivo di 370mila euro. L'uomo è indagato per associazione con finalità di terrorismo anche internazionale e istigazione a delinquere.

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