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Droga, armi e tentati omicidi: 25 arresti a Bari. Colpiti componenti dei clan Mercante e Strisciuglio – I NOMI

È in corso dalle prime luci dell’alba un’operazione di Polizia con l’arresto di 25 persone tra componenti di spicco e gregari dei clan Mercante e Strisciuglio, attivi a Bari in diversi quartieri della città.

Gli arresti giungono al termine di indagini coordinate dalla locale Direzione distrettuale antimafia, condotte dalla Squadra Mobile di Bari.

Agli arrestati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dall’uso delle armi, e due tentativi di omicidi, aggravati dal metodo mafioso, nei confronti di componenti di due clan opposti. Gli arresti sono avvenuti a Bari, Trani, Lecce e Potenza. Sono finiti quindi in carcere:

1) MERCANTE Giuseppe, detto “Pinuccio il drogato” e “Compà Peppe”, nato a Bari di anni 65;

2) CASCELLA Francesco, nato a Bari di anni 32;

3) CASTRIOTTA Andrea, nato a Terlizzi (BA), di anni 35, in atto detenuto presso la casa circondariale di Trani;

4) CATALANO Michele, detto “zio Chele”, nato a Bari di anni 36;

5) CUCUMAZZO Christian, nato a Modugno (BA) di anni 24;

6) DE BERNARDIS Alessandro, detto “Brodino”, nato a Bari di anni 49, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Bari;

7) DE CARO Domenico, detto “Mimmo il ragioniere”, nato a Bari di anni 47;

8) DE MEO Umberto, nato a Bari di anni 27;

9) FIENGO Gennaro, nato a Bari di anni 39;

10) LORUSSO Michele, nato a Bari di anni 24, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Bari; 1

1) LUCCHESI Riccardo, nato a Bari di anni 37;

12) PETRONI Emanuel, nato a Bari di anni 27;

13) SMURRO Costantino, detto “Damiano”, nato a Bari di anni 47;

14) TRITTO Giovanni, detto “Giovanni piccolino” nato a Bari di anni 28;

15) SEDICINA Nicola, nato a Bari di anni 33, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Bari.

Arresti domiciliari, invece, per:

16) CALDARULO Stefano, detto “Mazz mazz”, nato a Bari di anni 36;

17) CUTRIGNELLI Giuseppe, nato a Bari di anni 48;

18) DI BARI Vito, detto “U Buc” nato a Bari di anni 41, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Potenza;

19) CAIZZI Antonio, detto “U Pidich”, nato a Bari di anni 46;

20) DI BARI Damiano, nato a Bari di anni 46, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Lucerà (FG);

21) GENCHI Giuseppe, nato a Bari di anni 29;

22) LARASPATA Antonio, detto “La Pupa”, nato a Bari di anni 32;

23) LADISA Giuseppe, detto “Peciù”, nato a Bari di anni 42, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce;

24) DE SANTIS Antonio, nato a Bari di anni 38;

25) CAVONE Vito, nato a Bari di anni 43.

Ad alcuni di loro sono contestati anche i reati di estorsione continuata e aggravata in danno di commercianti e di proprietari di autovetture e motocicli precedentemente sottratti. Secondo le risultanze investigative il clan Mercante, operante in posizione dominante nel quartiere Libertà e in alcuni comuni del nord barese, con a capo Giuseppe Mercante, si riforniva di stupefacente, anche in consistenti quantitativi, da differenti canali di approvvigionamento, tra i quali il pregiudicato Luigi Luisi, ucciso nel corso di un agguato nell’ottobre del 2016, nonché da Francesco Cascella e Alessandro De Bernardis, oltre che da Antonio Caizzi.

II primo dei tentati omicidi contestati e aggravati dal metodo mafioso, avvenuto il 27 marzo 2014, ha avuto come vittima Vincenzo Valentino, esponente del clan Strisciuglio, e, secondo quanto accertato, sarebbe stato commissionato da Alessandro De Bernardis ed eseguito da Riccardo Lucchesi e Michele Lorusso. Un delitto che non si verificò per l’inceppamento dell’arma e che scaturì in risposta all’accoltellamento, avvenuto lo stesso giorno, da parte del Valentino ai danni di Umberto De Meo, accoltellamento peraltro commesso per legittima difesa.

Il secondo tentato omicidio, anch’esso aggravato dal metodo mafioso, fu commesso un mese più tardi: il 25 aprile 2014, nei confronti di Alessandro De Bernardis e Riccardo Lucchesi ed è stato contestato a Giovanni Tritto e Christian Cucumazzo, ritenuti esponenti del clan Strisciuglio, operante sul quartiere San Paolo di Bari. Anche in questo caso il delitto non si concretizzò a causa del cattivo funzionamento dell’arma utilizzata.

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