Home Economia Incidente fra parenti: è vero che l’assicurazione non paga?

Incidente fra parenti: è vero che l’assicurazione non paga?

Secondo la legge se un sinistro avviene fra parenti entro il terzo grado di parentela, l’assicurazione non risarcisce i danni. È vero? Cerchiamo di capire meglio questa questione.

Ci sono alcune situazioni in cui la Compagnia assicurativa ha titolo per non pagare il risarcimento a cose, nello specifico i danni all’automobile, se l’incidente avviene in determinate situazioni. Una di queste è quando l’incidente avviene fra parenti entro il terzo grado, secondo la sentenza n.19796/2013 della Cassazione sezione terza civile, nonché del d.lgs. 209/2005 art. 129 del Codice delle Assicurazioni Private.

Non importa se le due persone sono in accordo sulle responsabilità e firmano il modulo della constatazione amichevole. In sostanza se padre e figlio si tamponano sotto casa o anche altrove, e pensano che per fortuna sono assicurati, si sbagliano perché dovranno occuparsi da sé di pagare ognuno i propri danni.

Questa regola non vale in modo unilaterale e riguarda solo i danni alle cose e non alle persone. In particolare tale norma sarebbe valida fra parenti che hanno la medesima residenza (fratelli, sorelle, nonni, nipoti, genitori, figli, zii, nipoti), coniugi, conviventi o a carico. Se le due persone, invece, pur essendo parenti non convivono nella stessa casa il risarcimento assicurativo deve avvenire normalmente. Lo stesso vale in caso di coniugi separati. La norma ha la volontà di scoraggiare tentativi di frode ai danni delle assicurazioni.

Cosa accade se qualcuno si fa male?

Come anticipato la norma appena indicata fa riferimento solo ai danni alle cose. I danni fisici invece non rientrano nella norma e quindi l’assicurazione è tenuta a pagarli in tutti i casi (secondo art. 122 co 2 cap.), indipendentemente dalla parentela. Questo vale sia se i danni fisici sono riportati da un parente alla guida di un altro veicolo, sia se la persona era un passeggero dell’auto del cliente che ha sottoscritto la polizza.

Si ricorda che l’assicurazione base tradizionale non prevede i danni fisici (e materiali) se la responsabilità del sinistro è dell’assicurato, ma solo a terzi. In altri termini chi ha causato l’incidente deve pagare i danni al suo mezzo in autonomia, così anche i suoi danni fisici. Esistono tuttavia delle clausole per avere il pagamento anche con la responsabilità del sinistro, per conoscere i dettagli e i costi scopri di più su ConTe.it.

Quando l’assicurazione non paga: altri casi

Una situazione analoga a quella appena descritta si ha quando avviene un incidente fra due veicoli aziendali o fra un veicolo aziendale e l’auto di uno dei soci responsabili, benché guidati da persone non legate da alcun grado di parentela.

L’assicurazione può evitare di pagare i danni anche se l’incidente avviene dopo la scadenza della polizza, oltre ai 15 giorni considerati di tolleranza. Entro queste due settimane, di norma, le compagnie di assicurazione garantiscono comunque la copertura così come stabilito dalla legge, anche se, trascorsi questi giorni, il cliente decidesse di cambiare agenzia di assicurazioni. Oltre a questo periodo i danni saranno altrimenti pagati di tasca dell’assicurato.

In altri casi l’assicurazione è costretta a pagare ma di norma poi si rivale sull’assicurato chiedendo quanto anticipato a chi di dovere. In particolare, queste situazioni si hanno quando il responsabile-assicurato era in stato di ebbrezza alla guida, sotto effetto di stupefacenti, senza patente regolare, senza cinture, se il mezzo non era revisionato, se a bordo v’erano un numero di passeggeri superiore a quello indicato nel libretto. Per questi casi, tuttavia, c’è la possibilità di una clausola apposita di rinuncia alla rivalsa, dietro il pagamento di una piccola maggiorazione sul premio.

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