Afghanistan, la delusione dei genitori di Luigi Pascazio, militare di Bitetto ucciso dai Talebani: “Nostro figlio credeva nella libertà. Così si torna indietro” – VIDEO

Più di 1,80 di altezza, classe 1985, un sorriso appena accennato e quel cappello da alpino entrato nel suo destino sin da quando era bambino. Il caporalmaggiore Luigi Pascazio è uno dei 54 italiani che hanno sacrificato la propria vita durante la missione in Afghanistan. Pugliese di Bitetto, era cresciuto in questa terra con la voglia di aiutare il mondo seguendo gli insegnamenti di papà Angelo, poliziotto, e mamma Maria.

Oggi, dopo anni di missione e tante vite lasciate in quella terra lontana, l’Afghanistan è tornato nelle mani dei Talebani. Gli stessi che in quel 2010 fecero esplodere il mezzo a bordo del quale viaggiava Luigi. Una sconfitta anche per la sua famiglia che oggi vede quel sacrificio speso del tutto in vano. Soprattutto perché qualcosa stava veramente cambiando, i primi risultati si stavano raccogliendo. Era uno dei militari sopravvissuti all’attentato, tornato negli anni successivi sul posto, ad averlo raccontato a Maria.

Dopo l’attentato una scuola, la cui prima pietra era stata posata dagli italiani proprio quel giorno, era stata dedicata a Luigi Pascazio e a Massimiliano Ramadù. Che cosa ne sarà di quella targa, quel ricordo, quel simbolo di rinascita che è costato caro in termini di vite, si chiedono le famiglie dei tanti militari morti in quella terra lontana?

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