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scuola

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Abstract

C’è chi ha atteso 15 anni tra supplenze in Calabria, Basilicata e provincia pugliese. Chi con figli o familiari malati ha scelto di aspettare il ruolo nella propria regione, forte di un punteggio di oltre 200 accumulato con ore e ore di lezione. Sono 6597 gli insegnanti in Puglia che non hanno fatto domanda per il ruolo a livello nazionale, in attesa di un posto stabile non lontano da casa e dai propri affetti, e che oggi rischiano di perdere anche le supplenze annuali. Per questo motivo hanno manifestato sotto la sede della Regione Puglia, a Bari, chiedendo al presidente Michele Emiliano e al Governo di ristabilire il rispetto dei punteggi guadagnati prima del 2015.

Il piano straordinario di assunzioni introdotto dalla legge 107 del 2015 ha aperto le porte al ruolo a quanti, anche con punteggi molto bassi, avrebbero accettato una cattedra in qualunque regione d’Italia. Da Pordenone alla val di Susa, dalla Sardegna all’Emilia Romagna. Un sacrificio troppo grande per chi, dopo anni di supplenze, aveva già sperimentato sulla propria pelle i disagi dell’insegnante precario e fuori sede, con la speranza di ottenere quel posto stabile nella propria regione.

Ad aprile 2016 l’emendamento ribattezzato Puglisi ha scompaginato le carte. Se la legge prevedeva originariamente un vincolo di permanenza triennale nella sede di titolarità, quindi nel posto ottenuto fuori regione, la deroga del 2016 ha consentito agli insegnanti che avevano accettato la mobilità straordinaria di essere assegnati provvisoriamente in Puglia per l’anno 2016/2017. A danno di quanti, con un punteggio di gran lunga superiore avevano atteso a lungo per quel posto rifiutando una collocazione nel resto d’Italia. Nei giorni scorsi i neoimmessi pugliesi, già destinatari di sedi al nord, hanno chiesto al Presidente della Regione di intercedere col Ministero per stabilizzare la propria posizione in Puglia. Una beffa per gli insegnanti che non hanno accettato la mobilità verso altre regioni: fuori dal ruolo e a rischio di perdere anche le supplenze annuali, se l’organico di fatto in Puglia verrà trasformato in organico di diritto.

 

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