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Industria 4.0, la situazione nel settore della meccanica. Calenda: "Bari depositaria di eccellenza tecnologica"

Industria 4.0, la situazione nel settore della meccanica. Calenda: "Bari depositaria di eccellenza tecnologica"

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha parlato di un piano industriale rivolto alle piccole e medie imprese

Assemblea Nazionale di Confindustria a Mola di Bari. Un incontro per parlare dell'attuale situazione in cui versa la provincia di Bari nel settore della meccanica. Confindustria Bari e BAT hanno collaborato a un’indagine condotta da Federmeccanica sul comparto metalmeccanico di tutto il territorio nazionale.  Ne è emersa una fotografia dello stato attuale del settore, in cui ben il 64% delle imprese metalmeccaniche italiane intervistate ha dichiarato di avere adottato almeno una delle tecnologie caratterizzanti la rivoluzione industria 4.0; mentre il 36% non ne ha adottata alcuna. 

Le imprese avviate verso Industria 4.0 risultano le più vitali e competitive. Nell’area metropolitana di Bari, sorprendentemente, sebbene ci si trovi al Sud, la percentuale di imprese metalmeccaniche che adotta almeno una tecnologia Industria 4.0 è la stessa del campione nazionale. A tal proposito il ministro dello Svluppo Economico, Carlo Calenda, ha dichiarato: "Nessun altro Paese europeo ha preso la botta che abbiamo preso noi. E la ragione per cui questo è successo, è che per i sette anni di crisi, e per i 15 precedenti, la parola crescita e impresa dal dibattito politico italiano è totalmente sparita, totalmente. Allora - ha concluso - questa è l'ultima chiamata e deve prescindere dal Governo, dagli esiti del referendum, e dai partiti politici. Perché se non è una missione del Paese, allora questa volta ci giochiamo la prosperità della prossima generazione".

Infine, sul voto del prossimo 4 dicembre, ha precisato: "L'idea che il referendum divenga un derby interno tra sinistra e destra del Pd, è una roba che annoia il 99 per cento degli italiani. Non voglio parlare qui di riforma costituzionale, sono qui per presentare il Piano". "Quello sul referendum - ha concluso - è un dibattito che si deve fare nelle sedi opportune e con i toni opportuni, perché non può diventare una roba per cui abbiamo ancora guelfi e ghibellini, i cattivi e i buoni, gli autoritari e democratici".

 

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