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Fusione Aeroporti di Puglia, sospetti di Fitto sulla nomina dell’advisor: “Ai miei tempi si sequestravano le carte…”

Il leader del gruppo Conservatori e Riformisti, all’interno del telegiornale di TeleBari, torna sulla questione fusione Aeroporti di Puglia.

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Dopo averla bollata come “un’imbarazzante operazione aumm aumm sull’asse Bari-Napoli” il leader del gruppo Conservatori e Riformisti, Raffele Fitto, torna sulla questione fusione Aeroporti di Puglia e lo fa nel Focus in onda questa sera all’interno del telegiornale di TeleBari.

“La prima anomalia di questa faccenda è che a parlarne sia stato il capo di gabinetto anziché il presidente della Regione – dice Fitto -. Noi siamo assolutamente favorevoli alla privatizzazione ma quello che qui non si capisce è cosa accade: la giunta regionale non decide nulla e non delibera nulla, il Consiglio nemmeno, l’assemblea dei soci di Aeroporti di Puglia pure e si nomina con una procedura molto discutibile e senza alcuna gara pubblica un advisor”.

“L’advisor è chiamato a fare una valutazione – continua Fitto – e invece questo advisor pare, da quello che leggiamo, si sia seduto insieme all’altra società aeroportuale, quella di Napoli, dove ci sono dei privati che hanno la maggioranza, per valutare l’eventuale fusione per incorporazione. Ecco, io penso ci siano diversi estremi per chiedere chiarezza e trasparenza: credo sia necessario accendere qualche faro. Ai miei tempi, per qualsiasi cosa, c’era un sequestro di carte. La magistratura voleva fare chiarezza su tutto. Credo che in questo caso sia doveroso portare luminosità sulla questione”

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