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TAP: uno sfregio alla Puglia

Stanno per entrare nel vivo i lavori per il gasdotto: tra le imprese che si sono aggiudicate gli appalti grandi assenti le aziende pugliesi. E la politica dov’è?

 Uno schiaffo alla Puglia e alle imprese del territorio. Tap presenta l’avvio del cantiere ma nella maxi opera grandi assenti sono le aziende pugliesi. Ad aggiudicarsi gli appalti solo imprese del nord Italia ed estere. L’opera, inizialmente propagandata come un’opportunità per il territorio, oggi invece suona come uno sgambetto al sistema imprenditoriale locale. I criteri previsti dai bandi di gara, di cui contrariamente alle aspettative non si è data adeguata pubblicità sugli organi di informazione locale, non hanno garantito un’ampia partecipazione delle aziende pugliesi. Con il risultato di spianare la strada soltanto a grandi gruppi di altre regioni. La Puglia beffata due volte: usata come terreno di conquista e senza un ritorno per il sistema economico regionale. Sconfessate dunque le rassicurazioni giunte in tal senso durante un incontro nella sede barese dell’Ance. Assordante, invece, il silenzio della politica. Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano preferisce non esprimersi sulla questione. Mentre il country manager per l’Italia di Tap Michele Elia difende le scelte effettuate. “La quantità di lavoro svolto negli ultimi anni nell’ammontare ti dà un valore dell’impresa nella capacità di iniziativa operativa. – commenta Elia – Non è fatta contro qualcuno, è fatta a favore di un progetto così importante che vede coinvolte tre nazioni, con un accordo intergovernativo. Non possiamo fallire sulle imprese. Certi vincoli, che possono sembrare di limitazione, sono solo a tutela della lavorazione.” L’auspicio è che si possa invertire rotta già dopo l’inizio dei lavori, previsto per il prossimo 13 maggio. Pensiero condiviso da Beppe Fragasso, Presidente Ance Bari e Bat. “Sicuramente se ci aspettiamo un trattamento di privilegio c’è stato questo schiaffo. Forse la mentalità di un’organizzazione come Tap non è tale da comprendere l’importanza politica del coinvolgimento delle imprese locali.” Fragasso ha poi valutato le ragioni per cui le imprese pugliesi non sono riuscite a consorziarsi. Possibilità che forse avrebbe consentito anche a soggetti locali di avanzare la propria candidatura. “Probabilmente il livello di pubblicità, che Tap ha dato ma è stato minimo, ha consentito alle imprese di capire quale potesse essere la portata strategica della scelta di consorziarsi. Oggettivamente è un’occasione persa. Poi, Tap avrebbe potuto invogliare le imprese locali a intraprendere questa strada, ma le imprese locali non hanno neanche fatto molto perché questo avvenisse”.

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