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Election day, governatori delle Regioni prossime al voto scrivono a Mattarella: no al 20 settembre. È scontro col Governo

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Una lettera firmata dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, e dai colleghi di Campania, Veneto, Liguria e Marche, è stata inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al fine di chiedere un intervento per evitare che le elezioni si svolgano dal 20 settembre in poi, come è intenzione del Governo. La proroga della data delle elezioni regionali, che “può essere giustificata solo da ragioni sanitarie ed emergenziali – si legge nella missiva – sta assumendo i contorni di una decisione politica e, ci sia concesso, basata sulla convenienza di parte, che a nostro avviso non può giustificare la compressione dell’autonomia legislativa regionale e il diritto di voto degli elettori”.

“La difficile situazione, senza precedenti nella storia Repubblicana, determinata dalla diffusione del Covid, ha sicuramente richiesto e richiede ancora – scrivono i cinque governatori al Capo dello Stato – provvedimenti di natura emergenziale, con la necessità di un adattamento continuo nei rapporti tra Stato e Regioni, nel quale ci siamo impegnati in prima persona in continue riunioni e contatti con il Governo. In questo contesto riteniamo che, nonostante i momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare, non sia mai venuto meno il principio di leale collaborazione fino a quando non si è dovuto non si è dovuto affrontare il tema del rinnovo delle legislature regionali in scadenza il 30 maggio prossimo”.

E l’incontro tra il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e governatori delle cinque regioni prossime alle elezioni – oltre Emiliano anche De Luca, Ceriscioli, Toti e Zaia – si è concluso con un nulla di fatto. I cinque governatori hanno espresso nuovamente la massima contrarietà alla data del 20 settembre, chiedendo di anticiparla e di aprire un ventaglio possibile per le elezioni dal 27 luglio. “Votare è un principio democratico, se va avanti così siamo costretti a rompere con il governo”, hanno detto, stando a quanto si apprende, i cinque governatori.

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