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Schede elettorali bruciate, Melchiorre (FdI) non può presentare ricorso: "Fatto gravissimo in una città allo sbando"

Schede elettorali bruciate, Melchiorre (FdI) non può presentare ricorso: "Fatto gravissimo in una città allo sbando"

L'incendio delle schede elettorali nell'archivio dello stabile del Giudice di Pace, a Bari, “meriterebbe l'attenzione nazionale”. A sottolinearlo è Filippo Melchiorre, consigliere comunale di Fratelli d'Italia in corsa per il Senato alle ultime Politiche. L'avvocato barese, non eletto il 4 marzo scorso, avrebbe potuto presentare ricorso attraverso i suoi legali per un eventuale ulteriore conteggio delle schede. Le stesse che, però, sono andate bruciate nella notte tra il 23 e il 24 marzo. "La mancata tutela del diritto di un candidato di poter presentare ricorso - sottolinea Melchiorre in un messaggio video - venendo meno l'unica prova, ossia le schede elettorali, è la dimostrazione di come la nostra città sia allo sbando totale. Un diritto costituzionalmente garantito non può essere riconosciuto e per questo noi di Fratelli d'Italia siamo fortemente amareggiati".

 

Il problema è che, non essendoci più traccia delle schede elettorali, al momento non sembra esserci altra soluzione per poter presentare ricorso. Sì, esistono i verbali di trascrizione, ma a quanto pare non possono essere considerati una vera e propria prova. "C'è anche da capire - conclude Melchiorre - perché chi avrebbe dovuto custodire le schede non lo abbia fatto con la dovuta attenzione. Neanche in un paese del Sudamerica, dove c'è la presenza dei cartelli del narcotraffico, succedono queste cose. E quello che è accaduto a Bari è un fatto serissimo e altrettanto grave".

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Schede elettorali bruciate, Melchiorre (FdI) non può presentare ricorso: "Fatto gravissimo in una città allo sbando"

L'incendio delle schede elettorali nell'archivio dello stabile del Giudice di Pace, a Bari, “meriterebbe l'attenzione nazionale”. A sottolinearlo è Filippo Melchiorre, consigliere comunale di Fratelli d'Italia in corsa per il Senato alle ultime Politiche. L'avvocato barese, non eletto il 4 marzo scorso, avrebbe potuto presentare ricorso attraverso i suoi legali per un eventuale ulteriore conteggio delle schede. Le stesse che, però, sono andate bruciate nella notte tra il 23 e il 24 marzo. "La mancata tutela del diritto di un candidato di poter presentare ricorso - sottolinea Melchiorre in un messaggio video - venendo meno l'unica prova, ossia le schede elettorali, è la dimostrazione di come la nostra città sia allo sbando totale. Un diritto costituzionalmente garantito non può essere riconosciuto e per questo noi di Fratelli d'Italia siamo fortemente amareggiati".

 

Il problema è che, non essendoci più traccia delle schede elettorali, al momento non sembra esserci altra soluzione per poter presentare ricorso. Sì, esistono i verbali di trascrizione, ma a quanto pare non possono essere considerati una vera e propria prova. "C'è anche da capire - conclude Melchiorre - perché chi avrebbe dovuto custodire le schede non lo abbia fatto con la dovuta attenzione. Neanche in un paese del Sudamerica, dove c'è la presenza dei cartelli del narcotraffico, succedono queste cose. E quello che è accaduto a Bari è un fatto serissimo e altrettanto grave".

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