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Graphic designer e cantante hip-hop, Mecna si racconta: “Nei miei versi c’è molto della Puglia”

A 31 anni è al suo quarto progetto discografico. Si chiama Blue Karaoke l’ultimo lavoro di Corrado Grilli, in arte Mecna, una delle voci più di successo nel panorama dell’hip-hop italiano. Sabato 29 settembre sarà ospite dell’Eremo Club di Molfetta per portare live i brani del suo nuovo album. Una vita dedicata alle passioni, all’arte in ogni sua forma. Laureato con lode allo IED di Roma (Istituto Europeo del Design), parallelamente è riuscito a farsi conoscere per la sua capacità di fare musica, senza però abbandonare quel percorso lavorativo che gli ha permesso di interfacciarsi con cantanti come Fabri Fibra, Clementino, Gué Pequeno, per i quali ha disegnato le copertine degli album. “È il frutto di un lavoro continuo”, così come sottolinea lo stesso artista, che definisce la propria scrittura “intimista”.

 

Mecna, cosa c’è di diverso in Blue Karaoke rispetto agli album precedenti?

Non è altro che un’evoluzione del precedente, che a sua volta è una conseguenza di quello prima ancora. È un tassello in più che aiuta a capire quello che mi piace fare e aiuta soprattutto me a capire come sono io“.

Quanto c’è di ‘pugliese’ in quello che scrive?

Moltissimo, anche se non lo faccio apposta, mi risulta naturale. Ho quella nostalgia tipica di chi va via dalla propria terra, che solo chi lo ha provato può capire e comprendere”. 

Molti di quelli che si avvicinano all’hip-hop dicono di ‘venire dalla strada’. Lei ha un curriculum di tutto rispetto. E la sua laurea allo IED l’ha portata a collaborare con artisti internazionali.

Ad oggi non credo che si debba venire dalla strada per fare hip-hop, anzi, più hai la mamma che ti presta i suoi vestiti costosi, meglio stai (ride ndr). Scherzi a parte, fortunatamente non ho mai dovuto sbandierare la mia estrazione sociale per legittimare la mia musica. Ho sempre scritto in maniera intimista, ho sempre studiato, ho sempre lavorato e lo continuo a fare. Il mio lavoro di graphic designer mi aiuta a mantenere un rapporto sano con la musica“.

Scrivere e cantare significa anche subire delle pressioni. Come prende eventuali critiche che le vengono mosse?

Ormai sono abituato. Mi vanno bene e le capisco pure. Lo so che molte persone non amano sentire canzoni tristi, io faccio musica per chi è come me o per chi ha voglia di non avere problemi ad essere vulnerabile“.

Dalla Puglia alla Lombardia. Milano, ad oggi, può essere considerata una sorta di “quartier generale” dell’hip-hop?

Lo é sempre stato, forse, ma in questo momento ancora di più. Io però sono a Milano più per lavoro che per musica“.

Quando ha capito che la musica avrebbe avuto un ruolo così importante nella sua vita?

In realtà non l’ho ancora capito. Faccio musica come un hobby anche se certe volte sì, mi prende molto tempo. Ne sono felice comunque, riesco a fare quello che mi piace ed avere a che fare con gente splendida“.

Quali argomenti predilige nelle sue canzoni?

Sono molto egoista quando scrivo e canto, parlo sempre di me. Sembra che i temi riguardino le donne, l’amore o le amicizie ma in realtà è tutto fatto dal mio punto di vista, per studiarmi e conoscermi meglio“.

 

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