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Cinema, per quattro settimane Gravina e Poggiorsini diventano set del film “Il bene mio”. Nel cast Sergio Rubini

Cinema, per quattro settimane Gravina e Poggiorsini diventano set del film “Il bene mio”. Nel cast Sergio Rubini

Dopo aver girato per due settimane in Campania, in particolare nel borgo storico di Apice, la lavorazione del film “Il bene mio” di Pippo Mezzapesa arriva in Puglia: da lunedì 4 settembre e per quattro settimane Gravina di Puglia e Poggiorsini verranno trasformate in set cinematografici a cielo aperto. Protagonista del lungometraggio è l’attore Sergio Rubini. Con lui nel cast anche Sonya Mellah, Teresa Saponangelo, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi. La fotografia è affidata a Giorgio Giannoccaro, la scenografia a Michele Modafferi e i costumi a Sara Fanelli.

 

“Torno al lungometraggio con una storia che mi appartiene profondamente – spiega Mezzapesa -, racconta di una comunità perduta, dissolta con un terremoto, e di un uomo che si ostina a difenderne la memoria. La sua è una voce fuori dal coro, di un personaggio che resiste, visionario e lucido, allo stesso tempo. È un film in cui la realtà inciampa nella magia, fatto di pietre abbandonate e incontri, rivelazioni e scontri, paradosso e sogno”.

 

Scritto da Mezzapesa insieme ad Antonella Gaeta e Massimo De Angelis, il film racconta di Provvidenza che da dieci anni, da quando ha conosciuto la devastazione del terremoto, è diventato un paese fantasma. Elia (Sergio Rubini) è rimasto l’ultimo ad occupare quelle case senza anima, a presidiarle. Si è sempre rifiutato, infatti, di trasferirsi nel “paese nuovo”, fatto di casermoni di cemento costruiti ai piedi della collina, dove tutti gli altri sono stipati. Elia vive in una delle poche case rimaste in piedi e, nel corso degli anni, è diventato custode della memoria di quel borgo.

 

Per l’illusione di poter riportare la vita tra quei muri dimenticati, per l'incapacità di liberarsi dal ricordo di sua moglie Maria che proprio tra quelle pietre la vita l’ha persa. Una scelta, la sua, non condivisa dagli abitanti del paese di sotto che vorrebbero portarlo giù e, finalmente, spegnere l’ultima luce accesa di quel che un tempo era Provvidenza. Il ricordo di Maria e il suo compito di custode della memoria di una comunità perduta tornano a far sentire la loro forza, ed Elia si troverà di fronte a una scelta.

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