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Fc Bari, Paparesta torna alla carica: "Rivoglio le quote. Noordin? Mi sono fidato e chiedo scusa"

Fc Bari, Paparesta torna alla carica: "Rivoglio le quote. Noordin? Mi sono fidato e chiedo scusa"

Oltre un'ora di monologo in cui Paparesta ha voluto chiarire le questioni sospese.


Oltre un’ora di conferenza stampa per chiarire le questioni rimaste sospese, per comunicare l’azione legale intrapresa e per chiedere scusa ai tifosi. Gianluca Paparesta è tornato a parlare davanti ai giornalisti. Un monologo in cui ha ripercorso, con tanto di date, la storia dal suo ingresso nella società biancorossa e alla sua uscita.

Al centro della questione, l’azione legale avanzata dall’ex presidente del Bari per capire se avesse diritto a conservare le quote della società di via Torrebella. “Inaspettatamente – ha sottolineato Paparesta – sono venute fuori notizie legate a un’azione giudiziaria che la gente pensa sia volta a un risarcimento o affinché io ottenga un rimborso per la cessione delle quote. Non voglio soldi. Voglio solo che un giudice mi dica se io avessi il diritto di conservare quelle quote o se l’azione che è stata intrapresa nei miei confronti è stata giusta. E così, eventualmente, riprendere l’intero pacchetto azionario del Bari”.

“Per la mia tutela – ha continuato l’ex arbitro di Serie A - e per rispetto nei confronti dei tifosi, ho sentito la necessità di far luce su queste vicende”. A tal proposito, l’argomento si è inevitabilmente spostato sulla storia dell’imprenditore malese Datò Noordin.

“La realtà dice che sono vicino al Bari, perché sono un tifoso e negli ultimi tre anni ho cercato con tutte le mie forze di far andare avanti questa società. Ho sempre pensato che la città e la tifoseria meritassero un progetto serio e in grande. Sin da quando facevo l’assessore ho cercato di promuovere l’acquisizione della squadra di calcio. L’ho fatto con tutte le mie forze”.

“Lo scorso 8 aprile – ha continuato Paparesta - ho siglato il contratto preliminare con Noordin, ovviamente dopo aver informato la Banca Popolare di Bari, mio Advisor. Entro il 16 di aprile, giorno di scadenza per il pagamento degli stipendi, Datò avrebbe dovuto versare una caparra ma i soldi non sono mai arrivati. Per questo motivo mi sono indebitato ulteriormente di 500mila euro. Mi sono fidato di questa persona, sbagliando, e per questo chiedo scusa a tutti, soprattutto ai tifosi. Forse sono stato un folle, ma sognavo davvero di vedere il Bari in Champions. Il primo a essere danneggiato da Noordin sono stato io”.

 

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