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“Bari in Champions in 5 anni”, la bufala malese 365 giorni dopo – IL VIDEO

Esattamente un anno fa andò in scena la farsa Datò Noordin. L’ennesimo colpo basso per il popolo biancorosso, illuso e poi abbandonato dal malese. Quel giorno, al palazzo della Città Metropolitana, Datò Noordin fu accolto in pompa magna da duemila tifosi baresi e dal sindaco Antonio Decaro. E poco importava chi fosse. A sua garanzia c’era Gianluca Papararesta, il presidente. E tanto bastava per fidarsi e sognare finalmente un grande Bari. Peccato che presto tutto si rivelerà un bluff. A cominciare da quella conferenza stampa. Chi era Datò Noordin? Come intendeva finanziare l’investimento? Quali aziende appoggiavano l’iniziativa? A domanda non seguiva mai risposta. O meglio, arrivavano solo non risposte. Da un avvocato romano però, Grazia Iannarelli, che parlava per conto di un magnate. O presunto tale. Una barzelletta insomma. Come i viaggi itineranti tra Puglia e Malesia, le cene a base di pesce crudo e le visite alla squadra, con tanto di discorso all’interno dello spogliatoio. Datò Noordin promise la Champions League in cinque anni, facendo intendere forti legami con il governo malese, pronto a investire in Italia. Un’operazione da dieci milioni di euro per il 50% del club e la firma di un contratto preliminare di vendita. Peccato che quel bonifico si sia bloccato in chissà quale città del mondo. Sarà l’ingloriosa fine dell’era Paparesta.       

 

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