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Fc Bari, Moras sulla trasferta di Carpi: “Vietato sbagliare. Non c’è più tempo”

In casa Bari è giornata di antivigilia. Si gioca lunedì, giorno di Pasquetta, e la trasferta di Carpi porta con sé una cesta di sano realismo. A metterlo sul tavolo della sala conferenze dello stadio San Nicola è il capitano, Vangelis Moras: il campionato sta entrando nella sua fase più calda e non c’è più tempo per permettersi il lusso di sbagliare.

“È un momento un po’ così – inizia Moras, analizzando le ultime prestazioni della squadra -. Paghiamo ogni errore che commettiamo. Dobbiamo rimanere concentrati e credere di più nelle nostre qualità, nelle nostre possibilità. Questa squadra crede poco in se stessa. E quando è così diventa difficile…”.

Il mirino poi viene puntato proprio sulla trasferta di Carpi, dove tra le altre cose Colantuono non potrà contare sull’infortunato Raicevic, che nell’allenamento di ieri ha rimediato una microfrattura al piede. “Le assenze sono importanti, ma non devono essere un alibi – dice Moras -. Dobbiamo cercare di non sbagliare più. Non c’è più tempo. Abbiamo preparato bene la partita. Dovremo giocarne una molto attenta perché come ho già detto in questo periodo appena sbagli, paghi. E poi dobbiamo imparare a leggere le situazioni: ci sono partite in cui se non stai bene, se non riesci a giocare, devi portare a casa almeno il punto”.

Sulla contestazione andata in scena giovedì. “Contestazione? Io lo chiamo dialogo – specifica il difensore -. I nostri tifosi arrivano dappertutto, ci seguono in ogni angolo dì’Italia e noi non riusciamo a dare loro le soddisfazioni che meritano. Abbiamo ascoltato le parole che avevano da dirci e adesso dobbiamo mettere in campo la loro voglia. Il gruppo è unito. C’è qualcuno che vuole mettere negatività all’interno dello spogliatoio ma io un gruppo così non l’ho mai trovato. Sento dire in giro di liti tra Floro Flores e Galano, tra me e Sabelli. In carriera ho assistito a a tante cose: liti, discussioni e botte. Ma qui mai. E invece si cerca di creare casini dove non ci sono. Forse il problema è anche quello: siamo troppo bravi”.

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