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Bari, è l’anno giusto: dopo sette di purgatorio, il primato

Bari, è l’anno giusto: dopo sette di purgatorio, il primato
Bari, è l’anno giusto: dopo sette di purgatorio, il primato

Dal 2011 è la miglior partenza: Fabio Grosso una garanzia

 

Una piazza come Bari non può e non deve giocare e vivere la Serie B. Questo pensiero affiora nella mente dei baresi e di tutti gli appassionati di calcio sparsi per lo stivale, ma non è bastato per evitare al capoluogo pugliese di occupare il campionato cadetto da sette lunghe stagioni. Ora la concreta speranza che possa essere l’ultima, grazie ad un uomo al comando: Fabio Grosso.

 

Forse è un caso, o forse no, ma dopo anni difficili è di nuovo un ex giocatore scuola Juve a fare grande i biancorossi. Dopo Antonio Conte e quel campionato di B esaltante vinto prima di consegnare la squadra nelle mani di Ventura, ora Fabio Grosso. Non solo ex giocatore bianconero, ma anche cresciuto e maturato all’interno dello staff tecnico della Vecchia Signora, in qualità di allenatore della Primavera, con ottimi risultati. Dopo svariati tecnici validi e di esperienza quali Nicola, Colantuono e Stellone, la società ha deciso di puntare su un giovane tecnico, proprio come 9 anni fa. Ad oggi, la scelta, è premiata egregiamente con la prima posizione in coabitazione col Parma.

 

I biancorossi arrivano in testa alla classifica al grande incontro di domenica all’ora di pranzo contro il Foggia. Un derby che potrebbe vedere un San Nicola quasi del tutto pieno come non si vedeva dai tempi della Serie A: un fiore all’occhiello per la B, oltre che per l’intero calcio italiano. Un lusso che in questi anni non sempre è stato sfruttato a dovere, in virtù degli scarsi risultati della squadra. Solo due volte infatti, nelle sei precedenti stagioni, il Bari è almeno arrivato ai playoff: persi prima col Latina, poi col Novara.

 

Un Bari che, nel caso in cui ritrovasse il massimo campionato dopo sette lunghissimi anni, conosce benissimo cosa deve fare, almeno leggendo lo studio elaborato dalla redazione sportiva di Bwin Scommesse. In base ad esso infatti ci sono alcune semplici regole da provare a seguire, tra cui anche dei falsi miti da sfatare.

 

Rimanere nella massima categoria non è infatti assolutamente un’impresa per le neopromosse: studiando i 5 maggiori tornei degli ultimi 10 anni solo nel 36% dei casi le neopromosse sono subito retrocesse. Non solo, non è mai capitato che tutte e tre ritornassero subito dopo in cadetteria. Una percentuale bassissima che coinvolge anche solo due delle tre neopromosse.

Inoltre, ottime notizie per la Spal, o più in generale per coloro le quali partono bene: chi realizza almeno sei punti nelle primissime giornate gode di due possibilità su tre di salvarsi a fine stagione. Altra regola importante, cambiare: chi fa più acquisti di solito è premiato, soprattutto confrontandosi con le dirette concorrenti per la salvezza. Spendere, può sembrare una banalità, ma aiuta decisamente nel mantenere la categoria.

 

Ci sono casi, per quanto sporadici, secondo cui una spesa per un giocatore singolo che superi il resto dell’intero budget speso possa contribuire ad un alto piazzamento in classifica, anche nella parte sinistra della stessa. È successo alla Juve nel 2007, al Birmingham nel 2011 e al West Ham nel 2013.

 

Disponibilità economica, ambientale e tecnica a piena disposizione di una grande piazza come Bari. 

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