È Natale per gli ortodossi che arrivano alla festa con 40 giorni di digiuno alle spalle, un’astinenza dai cibi grassi. Una tradizione antica che scandisce il senso dell’attesa.
Questa mattina la liturgia nella chiesa Russa, due ore di preghiere e poi i festeggiamenti, con il ritorno alle pietanze ricche, dodici portate così come il numero degli apostoli.
Per gli ortodossi (e non tutti) e parte delle chiese cattoliche orientali, festeggiare il Natale il 7 gennaio non è legato ad alcuno scisma religioso, ma è semplicemente per seguire un differente calendario. Su decisione di Papa Gregorio 13esimo che, nel 1582, decise di modificare il vecchio calendario introdotto da Giulio Cesare. Unico e universale, però, il messaggio che il Natale ortodosso porta con sé, in particolare in tempi di guerra.




