Hanno ripulito il parco, con impegno e slancio creativo, posizionando all’ingresso due grandi ‘schiaccianoci’. Dove c’erano degrado e cacche di cane, sono comparsi addobbi, nastrini, palline luminose. Poi è stata la volta delle calze della Befana: più di duecento, preparate grazie alle donazioni dei volontari e poi distribuite ai piccolini. In programma c’è, ora, una colorata sfilata per Carnevale, perché ormai il desiderio è rispettare ogni ricorrenza.
A realizzare la piccola (grande) impresa non sono state organizzazioni strutturate o associazioni radicate, ma tre ‘semplici’ cittadine, residenti nel quartiere Cecilia, a confine tra Modugno e Bari. Nadia Giacobelli, Annarita Campanella e Anna Colella sono le tre volontarie che da giorni animano il Parco della Legalità di Modugno: dove prima c’era il cosiddetto ‘bubbone’ (lo scheletro di un palazzo mai portato a termine), ora c’è un’area verde provvisoria, in attesa della completa riqualificazione.
“Non è però molto frequentata, perché non ci sono giostrine e i proprietari dei cani la usano come parco per gli animali”, confessa Nadia, che in occasione delle festività natalizie ha deciso di rimboccarsi le maniche con le due sodali e mettere in moto un circolo virtuoso.
Col motto di ‘basta poco’, le tre donne hanno coinvolto i loro figli adolescenti con l’obiettivo di trasformare il parco in un vero Villaggio di Babbo Natale, e poi della Befana. “Tutto è partito dalle lamentele dei cittadini dopo l’annuncio del Comune della necessità di risparmiare sulle luminarie natalizie a causa del caro bollette – spiega Nadia – Così ci siamo dette: pensiamoci noi. Sindaco e assessori ci hanno poi sostenute come potevano, privatamente, acquistando i biglietti della nostra lotteria di autofinanziamento o donando materiale utile. Non siamo un’associazione, quindi non possiamo ricevere fondi pubblici”.
Il parco per Natale ha accolto schiaccianoci, albero decorato, “Casa dell’acqua” trasformata in dimora di Babbo Natale con tanto di caminetto. “Ho realizzato il presepe in polistirolo – sorride Nadia – mentre per l’Epifania sono arrivate donazioni e offerte anche da amici che vivono nel nord Italia”. Fondamentale la collaborazione dei ragazzi, figli adolescenti delle volontarie. “Mia figlia si è trasformata nella mascotte Stitch – l’orgoglio di Nadia – mentre mio figlio ha fatto il dee jay. Un’altra ragazza si è dilettata col trucca bimbi, e ora prepariamo la festa di Carnevale”.







