C’è una svolta nella vicenda piena zeppa di polemiche che ha investito l’Asd Castellana 1928 dopo il gol fantasma assegnato dall’arbitro nella partita di Prima Categoria Puglia contro il Noicattaro domenica 8 gennaio (qui la notizia), a cui seguirono le dimissioni del direttore sportivo Angelo Cassano (qui l’intervista): come previsto, il direttore di gara salentino Andrea Romano ha ammesso di aver commesso un errore e dunque il giudice sportivo ha stabilito che la gara va rigiocata.
“Il direttore di gara – si legge nel comunicato del giudice sportivo – nel proprio referto ha dichiarato di aver erroneamente concesso una rete in favore della società ASD Calcio Castellana al 17esimo minuto del primo tempo “quando in realtà il pallone non era entrato in porta”, di essersene reso conto solo “dopo aver ripreso il gioco” e di non aver potuto revocare la propria decisione”. A questo si aggiunge la multa di “300 euro per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità, alla luce della condotta tenuta dai propri tesserati nell’immediatezza dei fatti, come confermato dalle tardive scuse profuse dalla società”.
Intanto, in attesa del parere del giudice sportivo, le dimissioni del ds Cassano avevano prodotto un vero e proprio terremoto: nel comunicato dello scorso 11 gennaio, la squadra ha rotto il silenzio, ammettendo che “la nostra colpa ingiustificabile resta quella di aver esultato, presi dall’agonismo, ad un gol non regolare. La nostra reazione all’accaduto è stata quella di decidere, subito dopo, d’accordo con il mister, di concedere il gol del pareggio ai nostri avversari: attendevamo però, vista anche la straordinarietà della situazione, un cenno o un avviso dalla società presente che purtroppo non c’è stato”.
Una posizione chiara contro la dirigenza della società castellanese a cui si è allineato anche il giovane mister Davide Cassano, che giovedì scorso ha rassegnato le dimissioni. “Sarò chiarissimo: io e i miei ragazzi non ci siamo sentiti minimamente tutelati dalla società – ha scritto il mister -. Ciò che è successo domenica poteva essere sicuramente gestito da me e dalla mia squadra in maniera diversa, ma anche da parte vostra. Ci ha fatto male essere stati descritti come “ragazzini” o “inesperti”; se fossimo stati tali, non vi avremmo chiesto la sera stessa di cercare di riparare a quello che avevamo fatto”.
“La cosa che a me fa più rabbia (e penso di parlare anche a nome dei miei ragazzi) – ha proseguito Cassano – è che, come ogni domenica su qualsiasi campo abbiamo lottato per il nome che c’è davanti la maglia, ma siamo stati lasciati in balia delle onde, nel tentativo maldestro di salvare la storia e l’onore della società senza pensare a chi ha sempre lottato per questi colori”.
Dall’allenatore la richiesta alla società di ritirare la squadra dal campionato, segnale di una crisi che si è resa visibile già domenica scorsa quando l’11 castellanese non si è presentato al match contro il Crispiano, tanto che il giudice sportivo ha ulteriormente inflitto alla formazione della Città delle Grotte “la punizione sportiva della perdita della gara con il risultato di 0-3 in favore della società ASD Ragazzi Sprint Crispiano; la sanzione pecuniaria di 150 euro per prima rinuncia; la penalizzazione sportiva di numero 1 punto in classifica”.








