L’enogastronomia è il volano del turismo in Puglia, con il 74% di turisti e viaggiatori interessati all’oleoturismo e alle degustazioni guidate, ad eventi ed attività artistiche negli oliveti per il 42%, oltre al ‘pick your own’ con la raccolta delle olive con le proprie mani e alla produzione del proprio olio nel 64% delle preferenze. È quanto emerso da un sondaggio di Coldiretti Puglia diffuso in occasione della Bit 2023, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
“Sono poi sempre aperte ‘le adozioni a distanza’ degli ulivi – aggiunge Coldiretti Puglia – in modo che il consumatore abbia certezza che la bottiglia di olio extravergine d’oliva provenga proprio dalle olive dell’albero prescelto e adottato. Adottare un ulivo è un’esperienza unica, perché consente di instaurare un rapporto diretto e duraturo nel tempo, dando l’opportunità di seguire le fasi della vita dell’ulivo, il suo stato di salute, il suo stesso sviluppo, in modo da accogliere turisti e consumatori nei nostri oliveti e nei nostri frantoi per far toccare dal vivo l’esperienza di curare un ulivo e vivere in diretta la produzione di olio extravergine di oliva”.
“Sono enormi le potenzialità del turismo legato alle produzioni olivicole e olearie – proseguono da Coldiretti -. Oggi i turisti chiedono di vivere un’esperienza e l’olio può diventare un volano di grande attrazione del turismo esperienziale in campagna, nei frantoi e nelle masserie storiche di cui la Puglia è ricca”. L’oleoturismo è considerata attività agricola connessa se esercitata dall’imprenditore agricolo, singolo o associato. Rientrano nell’oleoturismo le attività formative e informative rivolte alle produzioni olivicole del territorio e alla conoscenza dell’olio, come per esempio le visite guidate negli oliveti e nei frantoi, le iniziative di carattere culturale e ricreativo, le degustazioni e la commercializzazione dei prodotti olivicoli aziendali, ma non la ristorazione.
L’ulivo in Puglia è presente su oltre 370mila ettari di terreno coltivato. “L’olivicoltura pugliese è la più grande fabbrica green del Mezzogiorno d’Italia – ricorda Coldiretti Puglia – con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie del Sud, quasi il 32% nazionale e l’8% comunitaria ed un valore di 1 miliardo di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile) di olio extravergine di oliva. La coltivazione dell’olivo è la più estesa del territorio regionale (64% della superficie agricola utilizzata regionale) ed interessa ben 148.127 aziende (43% del totale)”. Un patrimonio minacciato dai cambiamenti climatici dalle oscillazioni produttive e dall’emergenza Xylella. “Per questo – conclude Coldiretti Puglia – serve una strategia che metta insieme programmi nazionali e regionali per tutelare questa enorme ricchezza della nostra Puglia”.







