“Per baby gang viene considerato un fenomeno strutturato, una piccola organizzazione criminale che ha un capo, una gerarchia, un territorio e addirittura un dress code. È un fenomeno rilevato in altre città come Milano e Genova, ma a Bari non credo si possa parlare di baby gang”. Il questore di Bari, Giovanni Signer, intervenuto ai microfoni di Telebari, ha spiegato come gli episodi di violenza registrati in città siano ben lontani dalle logiche delle gang vere e proprie, anche perché, continuandole a chiamare in questa maniera, si rischia che i ragazzi si sentano davvero una banda.
Il dato di fatto, però, resta l’escalation di episodi di violenza in cui sarebbero coinvolti gruppi di giovani. “A Bari sono stati registrati diversi episodi di violenza giovanile – ha sottolineato il questore – ma è pericoloso parlare di baby gang perché si dà anche un sigillo a un gruppo, quindi si dà un’identità. Si tratta più che altro di piccoli gruppi di giovani, anche di minorenni che vengono da quartieri periferici, difficili”.
“Ma era così anche 30 anni fa – ha proseguito Signer – solo che prima questi ragazzi violenti arrivavano da Bari vecchia, oggi forse da altri quartieri. Nel frattempo è cambiata anche la sensibilità pubblica. Nei giorni scorsi, durante il Festival di Sanremo, abbiamo assistito a un episodio di violenza vera e propria (il cantante Blanco che distrugge a calci i fiori sul palco ndr)”.
Una violenza che passa attraverso il piccolo schermo, complici molte serie televisive, a detta del questore di Bari. “L’immagine che arriva è patinata”, perché spesso tutto si conclude con i criminali che vanno a finire in galera o morti ammazzati, ma “quello che resta – ha concluso Signer – è la bella vita che hanno fatto i protagonisti, con belle donne, macchine sportive e moto. Bisognerebbe aprire una discussione sui messaggi lanciati da media e social a questi ragazzi”.




