Da sei a cinquanta in meno di quindici anni: un’impresa sportiva che ha anche trasformato un giardino abbandonato alla droga in un’oasi per ragazzi. A raccontare la storia della Asd Rollin Skate di Bari è il presidente e allenatore, Nicola De Stefano. In un pomeriggio di metà febbraio, nel cuore del quartiere Japigia di Bari, il liceo scientifico Salvemini presta la sua palestra per gli allenamenti pomeridiani ai ragazzi del maestro Nico. E proprio durante una lezione, sul parquet consumato dai pattini, il presidente ricorda gli arbori di questa avventura.
“Siamo a Japigia esattamente dal 2009. Sulla pista di pattinaggio del parco Ecopoli continua il sogno dello sport a ‘rotelle’ soprattutto grazie a persone che hanno sempre creduto in noi, come i politici della l’ex Quinta Circoscrizione”, Nicola De Stefano ricorda con gratitudine l’operato dell’attuale presidente del Municipio Lorenzo Leonetti. “Quando ho chiesto la possibilità di stare al parco Ecopoli con la mia associazione, in un primo momento sono stato considerato un po’ pazzo perché il giardino era la casa dei tossici, e invece oggi è diventato un’oasi. Prima tra i rifiuti trovavi siringhe e residui di droga, oggi quei rifiuti sono diventati la possibilità di un futuro diverso per tanti ragazzi. Infatti non solo ci sono io con i miei piccoli atleti, ma la famiglia Rollin Skate ha accolto tanti ragazzi e figli di giovani che in quel parco stavano perdendo la propria vita”.
E continua mister Nico, perso tra i ricordi, a raccontare il progetto della Società. “ Abbiamo fatto tanto lavoro: l’obiettivo di vincere un match sulla pista non solo riguarda il pattinaggio, ma soprattutto vuole dare speranza e fiducia a una realtà disagiata”. L’Asd Rollin Skate vanta una squadra femminile di Hockey Inline che attualmente è al primo posto in Serie A, un traguardo ricco di sacrifici e difficoltà. “ Non abbiamo una pista nella città di Bari, per cui dobbiamo fare tanti chilometri per allenarci dato che la nostra casa è a Cittadella, infatti la nostra squadra si chiama Cittabari. Se penso a quando abbiamo iniziato, eravamo pochissimi, forse meno di sei persone, un numero davvero folle per disputare una partita tra amici. Oggi siamo poco più di cinquanta tra la squadra femminile, maschile e mista”.
Un traguardo non scontato, assicura l’allenatore. “ Non è facile con i tempi che corrono conquistarsi la fiducia di tante mamme che mi affidano i propri figli. Sono passati vent’anni da quando alleno e in questi anni ho preparato bimbe oggi divenute mamme, ed è davvero un orgoglio immenso essere ancora un punto di riferimento per loro. Mi vogliono bene e un motivo ci sarà. Per me loro non sono solo semplici atleti ma tanti figli. Percorro chilometri per farli allenare e per competere nelle gare in varie parti del mondo. Investo i soldi degli sponsor in attrezzature ed adeguamenti degli ambienti dove ci si allena. Mi schiero in prima linea affinché lo sport rappresenti una via di salvezza per chi davvero non vede altre strade”.
E in una società in cui la fiducia nell’altro diventa sempre più latente, è rincuorante ritrovare uomini che ancora sono in grado di voler bene. Il maestro Nico guarda al futuro con tanta speranza nel cuore. “ Spero di poter lasciare un grande insegnamento ai miei figli e a tutti questi ragazzi. La sfida al parco Ecopoli è davvero impegnativa, ma io non mi arrenderò mai. Amo la mia battaglia, amo i miei ragazzi, e soprattutto sono convinto che lo sport salvi le vite. Con pochi euro nella tasca ma tanto amore, spero di aver saputo insegnare che abbiamo sempre la possibilità di scegliere ed esiste sempre un’opportunità per tutti”. E mentre asciuga le lacrime dagli occhi commossi, indossa i pattini e torna ad allenare i suoi ragazzi nella piccola palestra di periferia, perché si vince in campo ma soprattutto fuori.








