“Se posso ancora abbracciare mio padre è merito dell’agente che lo ha salvato”. Si può riassumere in questa frase il lungo pensiero felice rivolto a un poliziotto in servizio a Bari che, a gennaio scorso, ha salvato la vita a un uomo di 92 anni colto da arresto cardiaco.
A ricostruire la vicenda è il figlio dell’anziano (che ora sta bene) attraverso una lettera inviata al IX Reparto Mobile di Bari, un lungo ringraziamento a tutto il corpo di Polizia e nello specifico all’agente che ha prestato alla vittima le manovre di primo soccorso.
“I miei genitori vivono a Bari da soli – comincia così la lettera – perché io e mia sorella per motivi di lavoro viviamo a Milano. Quel giorno mio papà ha avuto un arresto cardiaco e mia mamma presa dallo spavento ha iniziato ad urlare per chiedere aiuto. Un agente libero dal servizio ha sentito le urla e prontamente, senza alcuna esitazione, è tempestivamente intervenuto e ha effettuato le manovre di primo soccorso in attesa dell’arrivo del personale del 118, al quale si è qualificato ed ha esposto con chiarezza e precisione la gravità della situazione invocando l’immediato intervento dell’ambulanza”.
“Inoltre – prosegue nel racconto – non si è limitato al primo soccorso, ma ha provveduto al successivo trasporto presso la struttura ospedaliera del Policlinico di Bari sincerandosi dell’affidamento di mio padre nelle mani dei medici della struttura. Se questo è accaduto lo si deve non solo al carattere ed alla prontezza del Vostro Agente, ma anche allo spirito di squadra, al rigore morale ed al senso del dovere che la Polizia di Stato costantemente promuove e sostiene in tutto il personale. Con immensa riconoscenza e gratitudine”.





