Pubblichiamo il racconto di Letizia Giostra, studentessa al secondo anno di Scienze della comunicazione dell’Università di Bari, che a giugno del 2022 ha fondato il gruppo Facebook “Affitto/cerco alloggi Uniba” per aiutare i suoi coetanei a districarsi nel complicato mondo del mercato degli affitti per studenti a Bari.
“Succede che, una volta che le superiori giungono al termine, cominci a pensare al tuo futuro percorso universitario. Viaggi con la fantasia, sognando di vivere nelle migliori città italiane per il proseguimento del tuo percorso di studi. Spesso però la fantasia non fa i conti con la realtà dei fatti, in quanto il problema del caro affitti e della carenza di alloggi nel barese sta lasciando che gli studenti fuorisede vengano tagliati… fuori.
Comincia così la fantomatica ricerca di quel posto letto nella giungla urbana dove vorresti studiare, e la sottoscritta fa parte di quella generazione Z che dopo la fine dell’emergenza pandemica avrebbe voluto cominciare la propria vita da adulto trasferendosi in un’altra città per studiare. Si cerca su internet, soprattutto sui siti dedicati al mercato immobiliare. Tra annunci fatti sembrare come “imperdibili” ed “appetibili”, ecco che finalmente trovi la tua stanza singola, ma in un appartamento senza riscaldamento.
Tra un semestre e l’altro, continui a cercare una soluzione alternativa, per poi renderti conto che i siti di annunci sono sempre meno aggiornati e con affitti sempre più cari. Soltanto in quei momenti di sconforto, in realtà, capisci quanto tu sia stata fortunata.
A me è successo esattamente questo. Ma è anche accaduto, poi, di entrare in un’associazione studentesca, che mi ha chiesto di portare delle idee per aiutare gli studenti. Pensando al nome dell’associazione, “Universo Studenti”, mi è venuto in mente quanto mi sarebbe piaciuto che questo universo fosse esistito anche nel quartiere murattiano, dove scarseggiano gli alloggi per gli universitari mentre aumentano (così sembra) gli affitti rapidi, i costi e le truffe.
Da qui la mia idea di creare un gruppo Facebook, uno dei tanti per cercare alloggi online, ma che si differenzia per un fattore: gli annunci li cerco e li pubblico io.
Il gruppo è arrivato a contare più di 2000 utenti in poco tempo. Si è trasformato dapprima in una bacheca e, successivamente, in una community. Pubblico gli annunci, commento i post degli utenti e, in caso di truffa o di stanza già affittata ma che risulta ancora disponibile, segnalo il contenuto. Un gruppo facebook dove, oltre ad aver aiutato le persone a trovare casa, ha raccolto anche le denunce di tanti studenti in difficoltà.
Come di quella ragazza del programma Erasmus che avrebbe voluto studiare a Bari, trovandosi però nel bel mezzo di una truffa dopo che un locatore le ha chiesto la caparra prima della firma del contratto, minacciandola. Tra le denunce, anche quella di una studentessa che ha trovato una caldaia in stanza, mentre un’altra studentessa è finita al pronto soccorso per aver contratto un’infezione cutanea a causa dei vecchi mobili in legno presenti nell’abitazione.
Parlo di ragazze, ma anche di tanti ragazzi che si sono scontrati con pregiudizi e stereotipi dei locatori. Infine, abbiamo le madri degli studenti che ti contattano con la speranza che tu possa aiutarle. Madri che cadono nella disperazione, finendo col far fare al figlio la dura vita del pendolare, o preferiscono farlo iscrivere a un’università telematica in quanto impossibilitate a sostenere i costi sempre più alti degli affitti causati dalla mancanza di disponibilità dei posti letto per studenti.
Cerco allora di non fare arrivare nessuno a prendere questa drastica decisione, provando a pubblicare quanti più annunci possibili che gli utenti potrebbero distrattamente non avere visionato.
E tra le segnalazioni raccolte, ricevo anche messaggi di ringraziamento degli studenti, che mi fanno scendere qualche lacrima e promettono di offrirmi una pizza. E poi c’è quella madre tarantina, che ti regala un gioiello come segno di riconoscimento per averla aiutata a cercare casa, accompagnandola visita dopo visita, alla ricerca di quel benedetto posto letto, in una città ancora poco accogliente per gli studenti fuori sede”.







