“Non è una tassa che pagano i baresi. È una tassa, di un euro o un euro e cinquanta, che pagano le persone che vengono da fuori e vengono ad alloggiare in città”. Così a Telebari, durante la trasmissione Chiama Decaro, il sindaco Antonio Decaro sulla questione tassa di soggiorno, imposta che in realtà per le strutture ricettive di lusso dovrebbe arrivare fino a quattro euro (qui la notizia) e a cui Federalberghi si oppone fermamente (qui la posizione dell’associazione di categoria), con il presidente pugliese Caizzi che non ha esitato a definirla “iniqua e inopportuna” (qui le sue parole).
“Io non credo che, se un turista fitta una camera che costa 150 euro – prosegue Decaro –, pagare un euro o un euro e cinquanta in più possa portarlo ad andare da qualche altra parte. Non credo proprio. Anche perché i costi delle camere nella nostra città sono abbastanza alti, più alti di altre città, e questa tassa non andrà a incidere sulla scelta. In più non credo sia normale che un barese che va a Firenze, a Roma o a Milano, ma anche a Polignano – sottolinea in sindaco – debba pagare la tassa di soggiorno e al contrario, invece, uno che viene nella nostra città questa tassa non la debba pagare”.
“La tassa di soggiorno serve a creare quegli eventi che aumentano il turismo – conclude Decaro – e che, come abbiamo visto in questi giorni in cui c’è il Bif&st, abbiamo una serie di persone che vengono nella nostra città da più parti del mondo, per motivi turistici, e da più parti della nostra area metropolitana, anche solo per vedere un film”.




